AFM 0-2007

AFM 0-2007

Il “maestro di Regalpetra” fumava in classe, si attardava nei corridoi con i colleghi per chiacchiere e caffè, si assentava spesso per scrivere i primi libri, per convegni a Catania e Palermo, per i primi contatti con Pasolini, Calvino o l’editore Bardi a Roma. E si dannava l’appena ventottenne Leonardo Sciascia per la miseria che lo circondava, in pena per scolari con scarpe di stoffa ai piedi anche nei giorni di neve, sconfitto perché cosciente di non riuscire ad aiutarli come avrebbe voluto: “Educare è una cosa impossibile quando l’ambiente resiste, quando quei valori che l’opera educativa illumina non esistono…
Nel gennaio 1950 il maestro Sciascia organizza una proiezione cinematografica al teatro comunale, scopre che i suoi scolari sono affascinati dai western e tesse il suo programma “civile” sintetizzato sul registro di classe: “Farò qualche volta una lezione sullo ‘sceriffo’: chi sa se non perderà qualcosa questa mitica figura, quando spiegherò che lo ‘sceriffo’ negli Stati Uniti è quel che il maresciallo dei carabinieri è in Italia”. E’ la prima amara constatazione sulla legalità: “Le norme civili stentano ad apprenderle: lo Stato, le sue leggi, i diritti della maggioranza e quelli della minoranza sembrano cose lontane e inafferrabili”.Nel 1953 si…
"Dove va la letteratura italiana? Ma secondo certe analisi, certe diagnosi – e cioè secondo certi desideri, certi dettami, certi decreti dati in sede sociologica – dovrebbe anche lei, come tutti e tutti, andare a casa”. E poi più avanti: "Ma dove può stare di casa, la letteratura italiana? Non pare ne abbia ancora di assegnata, né in città né in campagna. Nemmeno la più piccola dacia (...). Può trovare qualche casa d’affitto: ad equo o in equo o iniquo canone. Ma sono case così rumorose, piene di spifferi e forse anche di fantasmi che è preferibile starsene all’aperto. Direi,…
Signor Dalla Chiesa, nel sua articolo apparso sull’ “Unità” del 23 gennaio scorso lei, interloquendo a distanza con Leoluca Orlando, torna incidentalmente sul “caso – chiamiamolo così – Sciascia e i professionisti dell’antimafia”, riflettendo che “sembra quasi di trovarsi di fronte a un atto di fede da recitare compunti: Sciascia disse cose giuste”. D’accordo con lei: atti di fede non se ne recitino innanzi a nessuno; e chi proprio non potesse farne a meno, andasse in un qualsivoglia luogo di culto. Il discorso diventa meno semplice quando lei rivendica la “coerenza e la memoria di ciò che siamo stati”.
Il Premio Leonardo Sciascia Amateur d’estampes costituisce un’iniziativa tra le più seguite ed attese nel panorama della grafica contemporanea. Promosso dall’“Associazione Amici di Leonardo Sciascia”, dalla Biblioteca Centrale – Palazzo Sormani di Milano, e dalla Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” del Castello Sforzesco,
Pubblicato il n. 11 dei “Quaderni degli ALS”: L'enciclopedia di Leonardo Sciascia: caos, ordine e caso. Ne Il secolo educatore (uno dei suoi Cruciverba), Leonardo Sciascia scriveva dell’ «utopia» dell’Encyclopédie in quanto «tentativo di dare agli uomini la gioia del proprio lavoro: la gioia della conoscenza, dell’intelligenza,
Ha scritto e pubblicato tanto sui giornali, Leonardo Sciascia. Ma non si può dire che amasse quel mondo; aveva per esempio orrore dei refusi di stampa; e i refusi sono inevitabili in un “prodotto” che gioca tutto sull’immediatezza, sulla velocità; il giornalismo per definizione “racconta” (o dovrebbe raccontare) “in presa diretta” quel che accade: una realtà che non necessariamente corrisponde al “vero”, ma è “semplicemente” quello che in quel momento appare all’occhio, parzialissimo, del cronista-testimone.
Ho imparato a conoscere Leonardo Sciascia spulciando nel prezioso “Schedario” di Arnoldo Ciarrocchi. Prezioso non solo per ricostruire la storia delle sue incisioni, dal 1938 al 1992, quando per le annotazioni che ad occhio inesperto potrebbero apparire maniacali se non inutili. Ciarrocchi, scheda per scheda, seguendo i suggerimenti del C.A.P. (Carlo Alberto Petrucci), direttore della Calcografia Nazionale, non annota solo il titolo, l’anno, le misure della lastra, gli stati e la tiratura in 16 o in 24 esemplari, qualche volta in 40 che solo raramente avrebbe completato, ma accanto ad ogni copia scrive il nome dell’acquirente e, in più occasioni,…
Nell’ambito di un più ampio lavoro di indagine sui rapporti tra Leonardo Sciascia e gli editori ho esaminato il carteggio che l’autore ha intrattenuto con l’agente letterario Erich Linder nel corso di un ventennio. I documenti, conservati presso gli archivi della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori a Milano, testimoniano non solo un rapporto che oltrepassa i limiti istituzionali della mediazione editoriale, ma anche il progressivo delinearsi di quella particolare sovrapposizione tra la figura di scrittore e quella di “editore” che sarà caratteristica della biografia culturale di Sciascia. A Linder, infatti, Sciascia si rivolgerà sia in qualità di autore, sia per…
Cari amici,questo che vi abbiamo mandato è il primo numero di “A Futura Memoria”, la newsletter dell’Associazione degli Amici di Leonardo Sciascia. Abbiamo deciso di dotarci di questo  strumento e di mettere in cantiere questa nuova iniziativa – che si affianca alle numerose che già da tempo caratterizzano l’attività dell’Associazione – proprio perché vogliamo che “la memoria abbia un futuro”.