Dicono di noi

L'esistenza di questo sodalizio si è via via incrociata coi percorsi di tanti amici che hanno scritto in momenti e luoghi diversi (libri, convegni, etc) parole che qui si riportano per  buona memoria, con la  gratitudine per l'apprezzamento ed il sostegno che conferiscono alle iniziative intraprese dagli Amici di Leonardo Sciascia.

Chi lo desidera, potrà aggiungere  a queste anche le proprie testimonianze scrivendo una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

1. « Lo scrittore morì il 20 novembre 1989 e quest'anno ricorre il decimo anniversartio della scomparsa. A quella scomparsa va legata la fondazione degli Amici di Leonardo Sciascia il 26 giugno 1993. Aggregazione di lettori, ce lo diceva Sciascia stesso, frequente in Francia ma più rara in patria. Credo che esista in Italia (come pure in Francia) un'associazione degli amici di Buzzati, ma non mi risulta che ci siano associazioni degli amici di scrittori più o meno coetanei di Sciascia come, per esempio, Pasolini e Calvino (Sciascia era del '21, Pasolini del '22, Calvino del '23), il che vorrà pur dire qualcosa. Aggregazioni del genere, fondate come atti di "Pietosa insania" (per citare un emistichio foscoliano dei Sepolcri, emistichio, comunque, dove la positività dell'aggettivo addolcisce il sostantivo) e con intenti, sospettiamo, prevalentemente agiografici, ma, va subito detto, se gli Amici di Leonardo Sciascia è un'aggregazione del genere, è pur sempre un'aggregazione che si distingue (e si era distinta fin dall'inizio) da altre per il modo in cui l'atto di pietà si era subito rivelato sano anzichè insano, profondamente serio anzichè superficialmente agiografico.... (omissis)....  Gli Amici di Leonardo Sciascia, dicevo, e la loro pietas profondamente seria, serietà pietosa che si legava e si lega tuttavia al desiderio di "distinguere", come faceva l'ispettore Rogas del Contesto " anche sulle morte carte, nelle morte parole, la verità dalla menzogna"....(omissis)...  Amici di Sciascia, Amici i cui nomi in veste di autori, relatori, curatori costellano le nostre pubblicazioni e così dantescamente (Inferno, IV 93) "fannogli onore, e di ciò fanno bene" »

Tom O' Neill

(In "Foscolo, Montale e Sciascia alle soglie del duemila", in Da un paese indicibile, Quaderni Leonardo Sciascia, a cura di Roberto Cincotta, Edizioni La Vita Felice, Milano1999, pp.17, 19 e 32)

 

2. «Il nome della vostra associazione, "Amici di Leonardo Sciascia", è già abbastanza inusuale e incoraggiante. Esistono società di Amici della musica o di Amici dei musei: riconoscersi come amici di una persona, e di una persona schiva e discreta come Sciascia, è una singolare manifestazione di confidenza e di affetto. Sciascia era persona di amicizie ferme e fedeli, e - non dirò nonostante questo, ma per questo - uomo orgogliosamente solitario.»

Adriano Sofri

(Relazione al convegno romano degli «Amici di Leonardo Sciascia» dedicato all' Affaire Moro, 5 dicembre 2001, ripubblicato in Adriano Sofri, Altri Hotel, Mondadori, 2002, p. 238)

 

3. «...(omissis).. nei convegni che, in seguito, contribuii a organizzare per gli "Amici di Leonardo Sciascia", associazione senza sponsor, nè sovvenzioni, di cui ero presidente. Convegni straordinari, devo dire, che senza attesa di autorità cominciavano a spaccaminuto, e a cui noi soci, relatori o no, partecipavamo ognuno a proprie spese. Solo gli invitati fruivano dell'ospitalità. Accadeva di rado che qualcuno sgarrasse sul tempo, ma una volta, a Roma, proprio un ospite italiano, ultimo a parlare di mattina, prima della proiezione di un vecchio documentario sulle miniere di zolfo a Racalmuto, clou del convegno, si tolse dal polso l'orologio e lo posò davanti a sè. "Per controllare la durata dell'intervento" pensai grata, compresa. Invece lo triplicò pur dando ogni tanto inutili, se non compiaciute, occhiate all'orologio.»

Luisa Adorno

(in "Convegni",Tutti qui con me, Sellerio, Palermo 2008, p. 166)

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