Ritratto di Sciascia

Il ritratto

Il ritratto fotografico che – insieme al logo inciso da Agostino Arrivabene – illustra la testata del sito dell’Associazione Amici di Leonardo Sciascia, è opera di Carla De Gregorio.

La fotografia fu scattata nel gennaio 1985 a Racalmuto, nella casa di campagna dello scrittore, nell’ambito di un servizio a cura di Giusi Ferrè che fu pubblicato sul numero 1795 del settimanale Epoca del 1° febbraio, con il titolo “Viaggio fantastico con Leonardo Sciascia. Il mondo abita qui, nella mia Racalmuto”. La visita della giornalista e della fotografa prendeva spunto dalla pubblicazione di Occhio di capra, avvenuta l’anno precedente. Delle diverse fotografie scattate nell’occasione, ne furono pubblicate soltanto quattro, tra le quali tuttavia non figura questo ritratto. Carla De Gregorio aveva già fotografato lo scrittore due anni prima, il 15 gennaio 1985, in occasione della consegna del Premio Nonino Risit d’Aur sezione Letteraria, a Percoto in Friuli, assegnato a Sciascia per Kermesse, pubblicato nel 1982.

Il ritratto – con la didascalia “Alla Noce” – è stato pubblicato nel numero monografico dedicato a Leonardo Sciascia della rivista Nuove Effemeridi (Anno III, n. 9, 1990/I, p. 77).

Una citazione del ritratto si trova nell’acquaforte di Agostino Arrivabene dal titolo Effluvi düreriani, che illustra la copertina della rivista internazionale di studi sciasciani TODOMODO.

Nel testo associato alla cartella intitolata “Il valore del silenzio”, diciannovesima della collana OMAGGIO A SCIASCIA, Diego Mormorio scrive: “Nel 1992 la Fondazione L. Sciascia e la Fondazione G. Whitaker decisero di realizzare una mostra fotografica sullo scrittore, morto nel novembre di due anni prima, affidandone a me la cura. Raccolsi lì quelle che considerai le immagini più significative, e fra esse, naturalmente, quella di questa cartella. In molte fotografie lo scrittore è ritratto mentre fuma, ma fra queste l’immagine di Carla De Gregorio ha un posto particolare. È quella che a Sciascia piaceva di più”. Nella cartella, riservata in esclusiva ai soli soci, è contenuto un esemplare del ritratto numerato e firmato dall’Autrice, di formato 35 x 50 cm. Dei complessivi 90 esemplari, 70 sono in numeri arabi riservati ai soci, 15 in numeri romani e 5 HC destinati all’Autrice.

 

L’Autrice

Nata a Palermo nel 1956, dopo gli studi classici Carla De Gregorio consegue la laurea in lingue e letterature straniere. Inizia a fotografare alla fine degli anni ’70. Negli anni ’80 frequenta dei corsi di fotografia in Italia e negli Stati Uniti. Nel 1984 si trasferisce a Roma, dove inizia a collaborare con vari settimanali. Dal 1985 al 1992 vive a Milano dove lavora come free-lance per varie testate giornalistiche italiane e straniere. Appassionata viaggiatrice, percorre il mondo instancabilmente poiché reputa il viaggiare il miglior modo per conoscere e dunque comprendere. Vive tra Palermo e Pantelleria.

E.L.G.

 

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Notizia

Da quanto eravamo a caccia di questo ritratto! Avvistato qui e là sulla rete, in qualche pubblicazione, ma evanescente. Tradotto e re-interpretato due anni fa dalla fotografia nel disegno, scolpito poi sul rame, all’acquaforte, da Agostino Arrivabene, soggiogato come noi dalla potenza di quell’immagine al punto da proporla a emblema della rivista sciasciana TODOMODO, in compagnia di un celebre bulino realizzato nel 1513 da Albrecht Dürer. Singolare destino per una foto assurgere a materia elettiva per un d’après nel farsi incisione, specchiarvisi ed evocare un’altra incisione. Variazione visionaria à la Chuang Tzu, che sogna di essere una farfalla ed al risveglio non sa se sia un uomo ad aver sognato di essere farfalla o invece una farfalla che in quel mentre ha sognato di essere un uomo. O esempio dell’ininterrotto dare-avere tra immagine e segno, una variante dell’ecfrasi al rovescio, per parafrasare Roberto Calasso. Quegli occhi chiusi e velati sembrano rimandare agli occhi aperti, beffardi e impenetrabili, del volto di ignoto fermato da Antonello sulla tela attorno al 1465. Videmus nunc per speculum in aenigmate.

Francesco Izzo

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