Cartella del ventennale

Sono disponibili ancora pochi esemplari  dell'eccezionale "cartella del ventennale", fuori commercio, della collana Omaggio a Sciascia presentata ufficialmente al pubblico venerdì 23 ottobre 2009 al Gabinetto G.P. Vieusseux di Firenze (Palazzo Strozzi, Sala Ferri) nel corso di una manifestazione introdotta dal direttore, Gloria Manghetti, alla quale hanno partecipato Luigi Cavallo, Carlo Fiaschi ed il curatore della cartella Francesco Izzo.

Quindicesima della fortunata collana inaugurata nel 1995 con un testo di G. Bufalino ed un'acquaforte di Domenico Faro, la cartella 2009 porta il titolo DUE CARTOLINE DAL MIO PAESE e contiene - autorizzata dalla famiglia dello scrittore e dagli altri aventi diritto - una poesia inedita di Leonardo Sciascia che dà il titolo alla cartella e che è stata rinvenuta da Francesco Izzo tra le Carte Pasolini presso l'Archivio contemporaneo "A.Bonsanti" del Gabinetto Vieusseux. La poesia è accompagnata da una notizia e due testi brevi scritti per l'occasione da Roberto Roversi ed Angelo Scandurra.

Sono otto le incisioni  originali, numerate e firmate, e contenute in un elegante cofanetto, che corredano i testi. Gli artisti che hanno generosamente contribuito all'iniziativa sono Rodolfo Ceccotti, Federica Galli, Piero Guccione, Nunzio Gulino, Carla Horat, Edo Janich, Giuseppe Modica, Roberto Stelluti.

La tiratura delle incisioni ammonta a un totale di 90 esemplari: 70 numeri arabi, più 10 romani e 10 prove d'artista (per vedere all'interno la riproduzione delle incisioni e i dettagli per prenotarla, cliccare più sotto).

Al pari di tutte le altre manifestazioni dell'anno sciasciano, anche questa è idealmente sostenuta da un Manifesto redatto per ricordare dello scrittore di Racalmuto il talento letterario, l'autorità morale, il rispetto per la parola, la difesa del diritto, l'ossessione per la giusta giustizia, l'attenzione per il riscatto dalla violenza del potere e dalla complice indifferenza, tratti questi che hanno caratterizzato l'intera opera letteraria e l'impegno di una vita.

Scarica l'invito della manifestazione  

Rassegna stampa

La cartella del Natale 2008

Dopo il foglio denso di nostalgia di Carla Horat del Natale 2007, siamo giunti nel 2008 ad un nuovo appuntamento al femminile: il testimone è passato a Federica Galli, incisore di razza, anzi “inciditrice” nelle parole che Giovanni Testori scrisse su di lei. Della sua opera hanno scritto con fervore Dino Buzzati, Luigi Carluccio, Marco Valsecchi, Raffaele Carrieri, Dante Isella e tanti altri. Sul “Corriere della Sera” dell’11 dicembre 1985 si poteva leggere il testo di presentazione che Leonardo Sciascia aveva scritto in occasione di una mostra palermitana dell’artista accennando al “crisma di peintre-graveur” ricevuto attraverso la tradizione pittorica lombarda. Ed ancora “il suo essere lombarda non soltanto nell’oggetto, nella sua inesausta rappresentazione del paesaggio, ma nell’esserlo soggettivamente, nel sentimento, nella cultura”. L’acquaforte che Federica Galli ha realizzato appositamente per il nostro omaggio a Sciascia, dal titolo La piccola riva, sembra sospesa in un’atmosfera umbratile, fresca, che dona serenità e incanto all’osservatore, iscrivendosi armoniosamente nella tradizione dell’artista. L’incisione è  impreziosita dai ricordi di Sebastiano Grasso, siciliano, giornalista e critico d’arte del Corriere della Sera, che si sofferma sulla produzione artistica di Federica Galli, della quale ha già scritto in altre occasioni, e soprattutto parla del rapporto di questa con Sciascia. 

Cartella 2008 con acquaforte di Federica Galli dal  titolo La piccola riva, su lastra di micro zinco di  295 x 150 mm, impressa su foglio di 350 x 500 mm carta Graphia Liscia, 300 grammi, con i torchi di Daniele Upiglio, a Milano nell’ottobre 2008. Dei 95 esemplari tirati, 80 hanno numerazione araba e sono destinati ai  Soci, 10 numerazione romana e 5 infine sono prove d’autore riservate all'Artista.  La piccola riva

 

 

Federica Galli. Nata a Soresina (Cremona). Accostatasi alla pittura giovanissima, studiando nell’antica Accademia di Brera, viene conquistata dall’incisione che diventa la sua passione esclusiva.“Inciditrice”, come la chiamava Giovanni Testori, di fama europea, con all’attivo oltre settecento lastre a far data dalla prima, del 1954. In oltre cinquant’anni di attività, le costanti della sua opera gravitano intorno al paesaggio, sia quello naturale che quello modificato dall’uomo. Tra i temi preferiti, le vedute di Venezia e di Milano ma anche di luoghi meno noti e riconoscibili della "sua" campagna. Anche gli alberi sono da sempre presenti in maniera predominante nella sua ricerca espressiva, diventando protagonisti assoluti, a partire dalla seconda metà degli anni '80, quando intraprende un viaggio lungo tutta l’Italia a caccia di Alberi Monumentali. Della sua opera hanno scritto, tra gli altri, Dino Buzzati, Raffaele Carrieri, Alberico Sala, Gina Lagorio, Carlo Bo, Roberto Tassi, Marco Valsecchi, Dante Isella. Nel dicembre 1985 Leonardo Sciascia sottolinea della “evidente peculiarità della Galli: il suo essere lombarda non soltanto nell’oggetto, nella sua inesausta rappresentazione del paesaggio, ma nell’esserlo soggettivamente, nel sentimento, nella cultura”. Dopo la grande mostra a Pechino del febbraio-marzo 1995, l’ultima importante antologica di 200 opere al Serrone della Villa Reale di Monza è dell’estate 2008. La sua acquaforte La piccola riva adorna la cartella di natale 2008 della collana “Omaggio a Sciascia”.

 

Uno sguardo alla cartella del ventennale: Natale 2009

Il Natale 2009 ha contrassegnato un’edizione straordinaria  di  OMAGGIO A SCIASCIA . Ispirata al leit motiv della sesta edizione del Premio Sciascia, "se la memoria ha un futuro", la “cartella del ventennale” contiene 8 incisioni in tiratura limitata, numerate e firmate, appositamente realizzate dai maestri incisori della giuria del Premio Sciascia come tributo al ricordo dell’amico Leonardo Sciascia, a vent’anni dalla sua morte: Rodolfo Ceccotti, Federica Galli, Piero Guccione, Nunzio Gulino, Carla Horat, Edo Janich, Giuseppe Modica e Roberto Stelluti.

Otto nomi eccellenti dell’incisione contemporanea d’arte per “l’omaggio degli omaggi”, la galleria dei segni che si incrociano: la “cartella del ventennale” è uno sforzo senza precedenti per le nostre risorse, un impegno reso possibile soprattutto dall’affetto dei giurati del Premio Sciascia che qui vogliamo ringraziare uno ad uno per la reiterata disponibilità e collaborazione a quest’impresa il cui esito porterà ad una assoluta rarità per il collezionista di stampe.

I fogli di tutte e 8 le incisioni (che hanno partecipato - per la quasi totalità sotto forma di prova di stampa definitiva -  alla sezione fuori concorso della sesta edizione del Premio Sciascia e sono riprodotte nel catalogo del Premio Sciascia) sono racchiusi in apposita custodia stampata da Bandecchi & Vivaldi, e accompagnati da un testo di Leonardo Sciascia.

 

Le otto incisioni della cartella 2009

( tiratura 90 ex : 70 in numeri arabi, 10 in numeri romani, 10 prove d’artista. Ciascuna stampata su fogli di 500 x 350 mm )

Rodolfo Ceccotti
« La fine dell’estate », acquaforte e puntasecca, lastra 342 x 295 mm  (2008)
ceccotti fine dell estate
Federica Galli
« Il muro » , acquaforte, lastra 244 x 242 mm (2008)
federica galli il muro 72
Piero Guccione
« Nudo sdraiato », acquaforte e acquatinta, su fondino, lastra 197 x 50 mm (2008)
guccione pietro
Nunzio Gulino
« Composizione » , acquaforte, su fondino, lastra 293 x 245 mm (2008)
gulino composizione
Carla Horat
« Intreccio », bulino su rame, su fondino, lastra 298 x 164 mm (1990)
horat carla intreccio
Edo Janich
« L’illuminista » , acquaforte e bulino, su fondino, lastra 290 x 195 mm (2007)
janich edo l illuminista
Giuseppe Modica
« La luce e le tenebre » , acquaforte su rame, su fondino, lastra 175 x 175 mm (2008)
modica la luce e le tenebre
Roberto Stelluti
« A Caspar David Friedrich », acquaforte su zinco, lastra 249 x 215 mm (1977/2000)
stelluti roberto

 

Profilo dei maestri, giurati del Premio Sciascia
autori delle otto incisioni della cartella del ventennale

Rodolfo Ceccotti. Nato a Firenze. Nel 1979 al  Centro Culturale Olivetti di Ivrea, cinque anni dopo la prima personale, si svolge una prestigiosa antologica tenuto a battesimo da Carlo Ludovico Ragghianti, che lo chiama poco dopo a tenere il corso di Disegno all’Università Internazionale dell’Arte di Firenze, impegno che continua tutt’oggi. Nel 1984 conosce Leonardo Sciascia che lo include tra i cinque nomi della mostra “Artisti e Scrittori” alla Rotonda della Besana di Milano e dichiara “ E’ la scelta di chi ama avere intorno a sé qualcosa di loro, di chi ogni giorno posa gli occhi su qualche loro quadro e ne trae una certa gioia, quasi un aiuto a vivere ”. Dal 1996 assume la direzione didattica della Scuola Internazionale per la Grafica d’Arte “Il Bisonte” di Firenze, proseguendo la sua carriera artistica tra pittura ed incisione originale. Nel 2001 tiene l'ampia personale "Cieli e terre di Maremma" al Museo Marino Marini di Firenze, presentata da Antonio Natali, autore anche del testo che accompagnerà la mostra di dipinti e incisioni "Ombre e riflessi" al Rifugio Gualdo del comune di Sesto Fiorentino nel 2006. Nel 2000 vince, ex-aequo con Philippe Mohlitz, la seconda edizione del Premio Leonardo Sciascia amateur d’estampes, entrando dopo poco nella giuria del Premio. La sua acquaforte Il vento libera la luna adorna la cartella di Natale 2002 della collana Omaggio a Sciascia.

Federica Galli. Nata a Soresina (Cremona). Accostatasi alla pittura giovanissima, studiando nell’antica Accademia di Brera, viene conquistata dall’incisione che diventa la sua passione esclusiva.“Inciditrice”, come la chiamava Giovanni Testori, di fama europea, con all’attivo oltre settecento lastre a far data dalla prima, del 1954. In oltre cinquant’anni di attività, le costanti della sua opera gravitano intorno al paesaggio, sia quello naturale che quello modificato dall’uomo. Tra i temi preferiti , le vedute di Venezia e di Milano ma anche di luoghi meno noti e riconoscibili della "sua" campagna. Anche gli alberi sono da sempre presenti in maniera predominante nella sua ricerca espressiva, diventando protagonisti assoluti, a partire dalla seconda metà degli anni '80, quando intraprende un viaggio lungo tutta l’Italia a caccia di Alberi Monumentali. Della sua opera hanno scritto, tra gli altri, Dino Buzzati, Raffaele Carrieri, Alberico Sala, Gina Lagorio, Carlo Bo, Roberto Tassi, Marco Valsecchi, Dante Isella. Nel dicembre 1985 Leonardo Sciascia sottolinea della “evidente peculiarità della Galli: il suo essere lombarda non soltanto nell’oggetto, nella sua inesausta rappresentazione del paesaggio, ma nell’esserlo soggettivamente, nel sentimento, nella cultura”. Dopo la grande mostra a Pechino del febbraio-marzo 1995, l’ultima importante antologica di 200 opere al Serrone della Villa Reale di Monza è dell’estate 2008. La sua acquaforte La piccola riva adorna la cartella di Natale 2008 della collana “Omaggio a Sciascia”.

Piero Guccione. Nato a Scicli (Ragusa). Diplomatosi all’Istituto d’Arte di Catania, si trasferisce a Roma dove frequenta Attardi e Vespignani. Dal 1958 al 1969 partecipa alle missioni paleo-etnologiche nel Sahara libico per il rilevamento delle pitture rupestri. La prima personale è del 1960 a Roma. Dal 1966 al 1969 partecipa alla Biennale di Parigi ed è assistente di Renato Guttuso all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove sarà anche titolare di cattedra. Viene invitato nel 1966  alla Biennale di Venezia, alla quale parteciperà ancora per la quarta volta nel 1988 con una sala nel padiglione italiano. Alla Galleria Il Gabbiano di Roma avranno sede tutte le sue mostre romane e sarà la stessa galleria a organizzargli mostre a Parigi, Chicago, Basilea, New York. Dopo l’antologica del 1974 al Palazzo dei Diamanti a Ferrara, presentato da Enzo Siciliano, segue una personale alla Galleria Claude Bernard di Parigi presentato da Dominique Fernandez e, quattro anni dopo, una personale alla Odyssia Gallery di New York con testo in catalogo di Alberto Moravia. Al Metropolitan Museum di New York, nella cui collezione permanente figurano sue opere, espone nel 1985 un’antologia di grafica. Nel 1989 è ancora a New York alla James Goodman Gallery. Nel 1989 esce da Fabbri Editori un volume a lui dedicato, a cura di Enzo Siciliano e Susan Sontag. All’intensa attività di pittore (l’ultima antologica al Palazzo Reale di Milano dell’estate 2008 ricalca un’analoga mostra ivi tenutasi nel 1999) integra un’attività di illustratore di testi poetici contemporanei e di classici, tra i quali ricordiamo le immagini dell’edizione americana per bibliofili de «Il Gattopardo». Nel dicembre  2004 riceve da Carlo Azeglio Ciampi la Medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica Italiana come benemerito dell’arte e della cultura. Tra i molti altri che si sono occupati della sua opera (Attilio Bertolucci, Giuliano Briganti, Gesualdo Bufalino, Dino Buzzati, Jean Clair, Vittorio Sgarbi, Giovanni Testori, etc) Leonardo Sciascia scriverà che “ Il primo incontro con la pittura di Guccione  produce l’impressione di una totale « platitude »..... Che non è da intendere nel senso della banalità quotidiana, della svogliante abitudine, dell’accidioso spegnersi del mondo intorno a noi; ma, tutt’al contrario: come una fuga dalle sensazioni, e cioè dal tempo, per andare (e restare) oltre. La negazione, insomma, del tempo come « ordine misurabile del movimento » ed anche del movimento. A vantaggio dell’essere, dell’esistenza”. La sua acquaforte Ritratto adorna la cartella di Natale 1996 della collana “Omaggio a Sciascia”.

Nunzio Gulino. Nato a Comiso (Ragusa). Frequenta ad Urbino il corso superiore all’Istituto di Belle Arti del Libro dove, sotto la guida di Leonardo Castellani e Francesco Carnevali, approda nel 1944 alla prima tappa significativa di un lungo percorso artistico: le acqueforti che illustrano «La fiera di Sorocinez » di Nicolaj Gogol’. Dopo la guerra, insegna a Città di Castello dove tiene nel 1949 la sua prima mostra personale. Due anni dopo fa ritorno ad Urbino e lì insegna fino al 1958 disegno prospettico ed architettonico e poi, dal 1966, disegno e storia dell’arte, sempre presso l’Istituto di Belle Arti. Nel 1967 si trasferisce a Roma, dove ancor’oggi risiede, continuando la sua attività di incisore e insegnante. E’ del 1968 la sua prima antologica alla Galleria d‘Arte Astrolabio di Roma. Molte le personali, tra le quali le più recenti a Torino (1995, Galleria Arte Club), Urbino (1996, Casa Natale di Raffaello), Firenze (2000-2001, Il Bisonte), Chieri (2001, Galleria Il Quadrato). Tra i riconoscimenti più prestigiosi della sua intensa attività artistica: il primo premio alla VII Quadriennale d’Arte di Roma nel 1956, i premi acquisiti alla III, V e VI Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea di Venezia negli anni 1955-1963 e 1965, il Premio Montevertine ex-aequo nel 1991 e il Premio alla mostra “Maestri Incisori” nel 1994. Nel 2004 viene  pubblicato, a cura di Floriano De Santi, il volume monumentale che raccoglie la sua opera grafica (1938-2003).  Del suo lavoro si sono occupati, tra gli altri, Carlo Alberto Petrucci, Fortunato Bellonzi, Luigi Carluccio, Leonardo Sinisgalli, Marco Valsecchi, Libero de Libero, Valerio Volpini. E, non ultimo, Leonardo Sciascia che ha scritto: “Gulino, per quanto io lo conosca, vive pure come in un suo «ritiro». E,anche a non conoscerlo, basta guardare i suoi fogli. La poesia vi si inscrive attraverso una pazienza infinita, una sottile e sagace ricerca. E i termini pazienza e ricerca vanno intesi al di là del mestiere: in tutto dentro la fantasia. Che è una fantasia complessa, e senza dubbio anche composita: e va dall’oggetto al suo fantasma, dalla realtà alla surrealtà, dall’occasione e dall’aneddoto al sogno - e a volte al divertimento, alla parodia.” La sua acquaforte Il clarino adorna la cartella di Natale 2001 della collana “Omaggio a Sciascia”.

Carla Horat. Nata a Basilea (Svizzera). Figlia d’arte (il padre Theo è un noto acquerellista svizzero), si diploma a Verona all’Accademia di Belle Arti e dal 1981 risiede a Palermo dove ottiene la cattedra di Tecniche dell’Incisione presso la locale accademia. La sua prima mostra è del 1978. Nel 1984 una sua incisione correda l’edizione di testa delle Cronache mondane di Marcel Proust pubblicata da Sellerio nella collana de "La civiltà perfezionata”. Dal 1986  insegna anche al Centro Internazionale della Grafica di Venezia con il quale pubblica due libri d’artista e una decina di cartelle di incisioni, tra cui Gli Alberi di Horat, con quattro sue acqueforti e un testo di Leonardo Sciascia. Il suo percorso artistico attinge alle tecniche più diverse, dalla matita all’acquaforte, dalla litografia al bulino, dal monotipo al collage, fino alle nuove tecniche su plexiglas e all’importante serie di dipinti culminata nell’omaggio a Maria Callas (Lincoln Centre, New York, 2000). Scrive di lei Leonardo Sciascia “Gli alberi di Carla Horat Albiero. E immediatamente – se appena si ha una certa dimestichezza con l’arte dell’incidere in acquaforte, con la sua storia si pensa a Jean Frélaut, “peintre-graveur” che dai primi del secolo fin quasi ai nostri anni ha inciso alberi […]  Entrambi – Frélaut come Carla Horat sembrano prediligere lo stesso tipo di albero: quello che, spoglio, ha rami dritti e sottili che fanno raggiera. È un albero che, per me siciliano, evoca il nord, i lunghi inverni, i cieli diafani, le nebbie.”. La sua acquaforte L’albero della solitudine adorna la cartella di Natale 2007 della collana “Omaggio a Sciascia”

Edo Janich. Nato a Valvasone (Pordenone). Sin dal 1962 si interessa alla scultura e solo anni dopo inizierà ad occuparsi di incisione. Riprenderà nel 1976 e negli anni successivi alternerà le due attività. Ha tenuto oltre venti  mostre personali in Europa e, nel corso di quasi quarant’anni, realizzato circa quattrocento lastre all’acquaforte, stampate da importanti maestri stampatori e raccolte per lo più in cartelle, tra le quali spicca l’introvabile Les automates (1974), con un testo nel quale Leonardo Sciascia lo elegge tra i pochissimi incisori veri, annotando «Scomparsi Bartolini, Morandi e Viviani, in Italia bastano le dita di una mano a contarli: e magari fermandoci al quarto, che è certamente il giovane Janich». Da oltre trent’anni collabora con l’editore Sellerio di Palermo per il quale ha realizzato dal 1972 ad oggi  numerose lastre riprodotte in copertina per la collana “La civiltà perfezionata” nonché per le strenne fuori commercio, illustrate con incisioni originali. La sua acquaforte Lettera 22 adorna la cartella di Natale 2006 della collana “Omaggio a Sciascia”.

Giuseppe Modica. Nato a a Mazara del Vallo (Trapani). Nel gennaio 1973 esordisce con una mostra a Mazara del Vallo e poi a Palermo. E’ del 1976 la sua prima personale a Firenze, dove in catalogo il critico  Elvio Natali già accenna della sua pittura come “metafisica”. Due anni dopo completa all’Accademia di Belle Arti di Firenze gli studi iniziati dapprima a Palermo. Negli anni ’80 si susseguono le mostre e gli incontri significativi, tra i quali quello con Bruno Caruso e Maurizio Fagiolo dell’Arco, che dimostreranno entrambi viva attenzione alla sua ricerca artistica. Nel 1986 conosce Leonardo Sciascia in occasione di una personale a Palermo (Galleria La Tavolozza). Lo scrittore gli dedica un intervento sul “Corriere della Sera” osservando che: “I tempi slittano, si intersecano, trovano rispondenze, trasparenze, fusioni. In uno stesso quadro, la luce dà l’illusione di mutare, di star mutando: e che ne ricavano la vicenda, i colori, le forme. Grande sensibilità, grande perizia. Nel 1987 si trasferisce a Roma dove vive e lavora e ricopre l’incarico di docente ordinario di pittura all’Accademia di Belle Arti. Della sua opera hanno scritto, tra gli altri, Vittorio Sgarbi, Giorgio Soavi, Guido Giuffré, Sebastiano Grasso, Massimo Onofri. Significativo l’incontro nel 1992 con Antonio Tabucchi che scrive il racconto “Le vacanze di Bernardo Soares” per accompagnare una cartella di incisioni realizzate da Modica (Franco Sciardelli editore). Il suo lavoro si snoda attraverso cicli tematici ben identificabili: le fortezze, le memorie islamiche, le bagnanti, le saline con i mulini a vento, le cave di tufo, gli interni abbandonati e diroccati, gli atelier con grandi specchi. Ha ordinato numerose mostre personali nelle più qualificate gallerie d’arte italiane ed internazionali: da Art Basel (Basilea) alla VI Triennale dell’incisione (Milano), dalla grande antologica del 2002 a Mazara del Vallo alla retrospettiva del 2004 al Complesso del Vittoriano di Roma, fino alla recentissima “La realtà dell’illusione”(2007-2008) con tappe a Marsala, Barcellona e infine a Roma (Palazzo Venezia). La sua acquaforte Riflessione adorna la cartella di Natale 1998 della collana “Omaggio a Sciascia”.

Roberto Stelluti. Nato a Fabriano (Ancona), dove vive e lavora. Dedicatosi all’incisione fin da ragazzo, ha frequentato i Corsi Internazionali di Tecniche dell’Incisione presso l’Istituto di Belle Arti di Urbino. Dal 1970 ha partecipato alle più importanti rassegne nazionali e internazionali di grafica, tra le quali: Premio « Omaggio a M. Mazzacurati » (Alba Adriatica, 1971), III Biennale dell’Incisione Italiana (Cittadella, Padova, 1979),  II Biennale d’Incisione « Alberto Martini » (Oderzo, 1990), « VII Triennale dell’Incisione » (Museo della Permanente, Milano, 1994), « Dalla Traccia al Segno. Incisori del Novecento dalle Marche » (Mole Vanvitelliana, Ancona, 1994), «13° Saga» (Parigi Expo, 1999), «5e Triennale Mondiale de l’estampe petit format” (Chamalières, 2000), « Renato Guttuso - La potenza dell’immagine 1967-1987». Tra le molte personali ricordiamo quella del 1993 a Palazzo Favacchio (Scicli), del 1997 alla Fondazione Salimbeni (San Severino Marche), a Firenze, nel 1999 (Galleria Il Bisonte) e ancora nel 2001 (Galleria Falteri), a Parigi nel 2003 (Galerie Michèle Broutta), a Sassoferrato di Ancona  nel 2007 (LVII Rassegna Internazionale d’Arte G. B. Salvi). Nel 2003 gli è stato assegnato il premio speciale della giuria al Premio Santa Croce. Della sua opera, tra gli altri, hanno scritto Federico Zeri, Fabrizio Clerici, Vittorio Sgarbi, Valerio Volpini, Giorgio Soavi. E Leonardo Sciascia: “Non so quanti siano oggi, in Italia, gli acquafortisti veri (Baudelaire direbbe “gli acquafortisti nati”). Non molti, pare…. Di Roberto Stelluti, fino a sei mesi fa, non sapevo nulla. E’ stato ad Agugliano, appunto alla galleria “L’incontro”, che l’ho scoperto. Sfogliando  le cartelle che c’erano intorno, mi colpì un “sottobosco” in acquaforte. Alquanto decorativo ma, con tutti i sacramenti, acquaforte: di acquafortista vero, di acquafortista nato”. La sua acquaforte La fine dell’estate adorna la cartella di Natale 1999 della collana “Omaggio a Sciascia”.

 

Informazioni di supporto

Puoi scaricare il Modulo di prenotazione delle Cartelle cliccando qui .

Sono rimasti ancora pochi esemplari disponibili della straordinaria "cartella del ventennale" con 8 incisioni di Ceccotti, Galli, Guccione, Gulino, Horat, Janich, Modica, Stelluti, uscita a Novembre 2009 e tirata a 70 numeri arabi, più 10 romani e 10 prove d'artista (vedi all'interno del sito la riproduzione delle incisioni e i dettagli per prenotarla).
Si possono altresì prenotare -verificando la giacenza dopo aver preso contatti con Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. -gli ultimi esemplari  rimasti delle cartelle precedenti.

Ricordiamo che tutte le cartelle della collana sono fuori commercio e perciò disponibili soltanto ai soci in regola coi versamenti all'associazione. 

 

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