Cartelle e Incisioni

Cartelle e Incisioni

Ecco le principali caratteristiche della ventesima cartella della collana “Omaggio a Sciascia” riservata a chiunque rinnovi o aderisca per il 2014 all’Associazione con la quota di Pacchetto Completo.  Intitolata “Somiglia, ecco tutto” e curata come di consueto da Francesco Izzo, la cartella è stata edita in 90 esemplari numerati e firmati,con un elegante cofanetto. 70 esemplari in numeri arabi sono destinati ai soci Pacchetto Completo in regola coi versamenti 2014.

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Aderite subito on line agli Amici di Sciascia per il 2014 e verificate la disponibilità! “Nel 1992 la Fondazione L. Sciascia e la Fondazione G. Whitaker decisero di realizzare una mostra fotografica sullo scrittore, morto nel novembre di due anni prima, affidandone a me la cura. Raccolsi lì quelle che considerai le immagini più significative, e fra esse, naturalmente, quella di questa cartella. In molte fotografie lo scrittore è ritratto mentre fuma, ma fra queste l’immagine di Carla De Gregorio ha un posto particolare. È quella che a Sciascia piaceva di più”. Così Diego Mormorio scrive nel testo associato alla cartella…
Sciascia, amateur d'estampes Diceva spesso Guttuso di amare tutta la pittura come l'ubriacone ama tutto il vino. Il medesimo avrebbe potuto ripetere di sé Leonardo Sciascia nei confronti dell'incisione: tanto egli era, come amateur d'estampes; indistinguibile da quelli che Honoré Daumier rappresenta, ora in piedi ora seduti, intenti a osservare con una mite follia nelle pupille un foglio testé uscito dal torchio o scelto da un grande mucchio. Era una passione, la sua, benché assoluta, di benevola latitudine, sì da allargarsi a comprendere parecchi territori limitrofi: film muti, vecchie fotografie, manifesti d'una volta... tutto quanto, insomma, è figura minore e…
Entre nous Caro Michel, appena un anno è passato dalle causeries in rue Lemercier. Scartabellando tra memorie di carta, accanto ad un sognante Federico Fellini, tra Ignazio Silone, Carlo Levi, Italo Calvino, e tanti altri ancora, ecco spuntare le immagini di un Leonardo Sciascia di trent’anni fa. Colpo di fulmine. Breve il passo successivo: il progetto che si avvia, la passione che si accende e infonde energia alle riflessioni, fino all’ effimera vittoria del nero sul bianco, malgrado tutto. “Con te si può solo cedere, se no ci sarebbe da ammazzarti”. Mi hai graziato. I testi ci sono e le…
Notizia Il linguaggio di Antonino Cremona è una sorta di patois girgentano fortemente personalizzato, che consente di sfogare un estro scapigliato e tenero insieme, soprattutto nei casi in cui esso viene applicato a tematiche amorose e soggettive o quando si volge a delicati affondi descrittivi (Occhi antichi, 1967). Così la critica più autorevole (Il secondo novecento, Storia della Letteratura Italiana, diretta da Enrico Malato, Salerno Editrice, Roma, 2005, Vol. IX, Parte II, pag.1354) su una figura d’eccezione nella cultura italiana. Coetaneo di Sciascia (che lo annovera tra coloro che lo avevano aiutato nell’impresa di Morte dell’inquisitore), redattore italiano della parigina…
Sciascia e l'incisione: l'attimo fuggente fermato sulla carta Ho imparato a conoscere Leonardo Sciascia spulciando nel prezioso "Schedario" di Arnoldo Ciarrocchi. Prezioso non solo per ricostruire la storia delle sue incisioni, dal 1938 al 1992, quanto per le annotazioni che ad occhio inesperto potrebbero apparire maniacali se non inutili. Ciarrocchi, scheda per scheda, seguendo i suggerimenti del C. A. P. [Carlo Alberto Petrucci], Direttore della Calcografia Nazionale, non annota solo il titolo, l'anno, le misure della lastra, gli stati e la tiratura in 16 o in 24 esemplari, qualche volta in 40, che solo raramente avrebbe completato, ma accanto ad…
I pomeriggi di via Mazzini Intervista a Maurilio Catalano   Credo che tutte le città italiane abbiano una strada o piazza intitolate a Giuseppe Mazzini: Palermo non fa eccezione. La via Mazzini di Palermo annovera tra i suoi abitanti la galleria Arte al Borgo, gestita e diretta da Maurilio Catalano, artista e docente presso l'Accademia di Belle Arti di Palermo. È da lui che mi sto dirigendo in questo caldo pomeriggio dell'estate 2007.Il motivo di questa visita è Leonardo Sciascia. Maurilio mi attende all'interno. Saliamo su un soppalco. Rivivo con lo sguardo l'interno della galleria con il suo arredamento e nitido riappare…
Memoria su rame E’ un piccolo ritratto di Leonardo Sciascia, intenso, scavato a fondo e posto, dalla nostalgia dell’artista amico, dietro la grata leggera di una quadrettatura che lo fa sembrare lontano, irraggiungibile. Mi colpì alla mostra di Guccione l’estate scorsa, pur così piccolo, in bianco e nero, fra grandi e splendidi quadri tutti cielo e mare nell’ultimo barlume del crepuscolo, e mi riportò alla mostra di tanti anni fa in cui incontrai Sciascia di persona. Ero seduta da una parte, ad aspettare un’amica che tardava, quando lui entrò. Gli si fecero tutti intorno e lo tallonavano anche mentre sfilava…
Par che ti me conti un romanzo   Sapeva tacere massicciamente. Tanto che i suoi periodi, avrebbero potuto essere letti come figure retoriche. Sembrava che parlando tacesse e tacendo parlasse. E, che, con il silenzio volesse rompere a se stesso le parole in bocca. Tra i denti lasciava infatti morire le parole, strascicate e come stanche: un favellar stanco e addentellato. Erano gocciole di suono, le sue rare risatine quando crollava il capo e il silenzio stemmava con un aforisma: “Dal ben sedere viene il mal pensare”. E qui si tacque strizzando le labbra: lapicida, che parlava a sgraffio; a…
Il diniego del pittore Sciascia venne da Palermo con la moglie; dalla vicina Comiso venne Bufalino; Addamo da Catania, con Maria Attanasio; Ferdinando Scianna e la sua compagna da Milano; Leone da Ragusa; Guccione da Scicli; Aldo e Nina da Racalmuto; Tranchino da Siracusa; Natale Tedesco venne da Bagheria; io e Giovanna, tornati da poco dal nostro viaggio di nozze, veniamo da Marsala.A Chiaramonte Gulfi, nel Dicembre del 1986, in occasione di un Convegno sull'Opera di Serafino Amabile Guastella, noi amici siciliani, per una volta ancora, ci ritroviamo assieme.
Saggi e assaggi di Leonardo Sciascia nelle Arti Figurative Ha detto recentemente Günter Grass, ricordando Diderot, che il nostro tempo avrebbe bisogno di “Illuminismo”, un Illuminismo come categoria dello spirito e non come categoria storica. Ho pensato alla situazione italiana in balìa di emozioni e di esaltazioni, arrivando alla conclusione che gli italiani avrebbero ancora bisogno di uomini come Leonardo Sciascia. Perché nessun altro intellettuale italiano degli ultimi cinquant’anni potrebbe dirsi più illuminista, più “diderotiano” di Sciascia.
Indimenticabili quegli anni SessantaEra una piacevolissima, e per me vitale, consuetudine quegli incontri pomeridiani con Leonardo Sciascia, mio amico fin dalla prima adolescenza. E, nell’usare l’espressione verbale ‘vitale’, che potrebbe suonare eccessiva ad orecchie sottilmente educate, non esagero affatto, perché la mia sensibilità malata, i dubbi assillanti, le angosce improvvise, gli avvilimenti che ancora mi amano con immutato ardore - tenaci ragnatele che tanto deliziano la mia divertente esistenza- venivano lacerate e ignominiosamente disperse da quegli appuntamenti quotidiani. Lo scambio di pensieri, anche i più segreti, i suoi chiari, attenti giudizi sui fatti del giorno (come dimenticare la concitata, sgomenta,…