Numero 3 - 2009
gennaio - marzo 2009
Direttore responsabile: Carlo Fiaschi
Scritti di Andrea Capaccioni - Mark Chu - Carlos Fernàndez - Euclide Lo Giudice - Armando Massarenti (Il Sole/24 Ore) - Erasmo Recami (Oltre il Muro) - Giuseppe Scaraffia (Il Sole/24 Ore) - Leonardo Sciascia - Paolo Squillacioti
Presentazione
Questa conferenza di Sciascia su L’amico del vincitore (Milano, Ceschina, 1932) di Vitaliano Brancati ebbe luogo il 19 dicembre 1983 nel salone del Palazzo Busacca a Scicli (RG). Fu la seconda in un ciclo di tre organizzato in quell’autunno dal Movimento culturale “Vitaliano Brancati”, insieme al Giornale di Scicli e col patrocinio del Comune di Scicli (le altre due conferenze furono di due professori dell’Università di Catania, Rita Verdirame e Mario Paolo Sipala).
La mia ricostruzione della cronologia de Il Consiglio d’Egitto si basa soprattutto sulle opere di Domenico Scinà, Adelaide Baviera Albanese e Francesco Maria Emanuele Gaetani marchese di Villabianca.
Socio fondatore, ci aveva seguito e incoraggiato fin dall'inizio,organizzando insieme a noi, nel 1999,un memorabile convegno sulla pena di morte, i cui atti sarebbero entrati in uno dei Quaderni Sciascia sotto il titolo “La morte come pena”.
Il fisico che rifiuta di asservire la scienza ad un uso malvagio.
Leonardo Sciascia ha dato un'importanza via via crescente al suo aureo saggio sulla scomparsa di Ettore Majorana, tanto che in un'intervista, in cui a Leonardo Sciascia veniva richiesto di dire quale fosse tra i suoi libri quello che a lui più piacesse, Leonardo rispose: “Fino a qualche anno fa, avrei detto Morte di un inquisitore, ora invece rispondo La scomparsa di Ettore Majorana.
Fin da ora, però, vogliamo proporre uno scritto in cui Erasmo Recami, già presidente dell'Associazione Amici di Leonardo Sciascia, rievoca il dramma morale dell'uomo di scienza messo di fronte ad una terribile scoperta (Sciascia e la scomparsa di Majorana. Il fisico che rifiuta di asservire la scienza ad un uso malvagio).
Uno dei primi amici della nostra Associazione, Euclide Lo Giudice, un appassionato dilettante nell'accezione sopra riferita, ha ricostruito con scrupolo cronachistico e storico – nello stile più genuinamente sciasciano – gli eventi e i personaggi che ispirarono allo scrittore “Il Consiglio d'Egitto” (Protagonisti e cronologia de “Il Consiglio d'Egitto).
Mark Chu, nostro affezionato sodale irlandese, propone alla nostra attenzione il testo poco conosciuto di una conferenza che Leonardo Sciascia tenne a Scicli nel 1983, in cui si conferma l'importanza che lo scrittore siciliano attribuiva alla figura del conterraneo Brancati, “moralista e satirico” (Un romanzo “fascista” di Brancati).
Di Giuseppe Scaraffia pubblichiamo,dal “Sole/24 Ore”, una recensione del libro “Il primo della classe” di Benjiamin Crémieux, il cui volto Sciascia aveva trovato erroneamente riprodotto sulla copertina di un testo francese di Pirandello “(“Cose del genere potevano succedere solo a Pirandello!”, commentava divertito Sciascia). (Fu lui a scoprire il nostro Svevo).
Paolo Squillacioti ci introduce tra le pagine di “Una storia semplice”, rivelandoci alcuni collegamenti di personaggi e ambienti con altre opere dello scrittore (Un finale aperto per “Una storia semplice”).
Andrea Capaccioni ripercorre la vicenda del vescovo Ficarra protagonista del pamphlet sciasciano “Dalla parte degli infedeli”, alla ricerca dei reconditi motivi che portarono alla sua rimozione dalla diocesi di Patti (La caduta del vescovo Ficarra).
Dell'amico sciasciano spagnolo Carlos Fernàndez pubblichiamo in lingua originale il breve saggio Leonardo Sciascia y El Quijote.
A chiusura del numero, il ricordo di Armando Massarenti sullo storico del diritto Italo Mereu, uno dei soci fondatori del nostro sodalizio, scomparso a Firenze il 17 gennaio 2009 (Addio, integerrimo Merit).
Buona lettura!
Alcuni sostanziali avvicendamenti nella compagine redazionale hanno ritardato l'uscita del terzo numero della nostra rivista telematica.
Chi scrive, chiamato al coordinamento di queste pagine, parte con la ferma volontà di presentarvi quattro numeri trimestrali, alle scadenze canoniche di marzo, giugno, settembre e dicembre. L'esperienza maturata nella conduzione del cartaceo “A Futura Memoria” negli ultimi anni '90, lo induce ad un cauto ottimismo sul rispetto delle scadenze, memore del cerchio virtuoso di collaboratori che si riuscì a catalizzare intorno a quel foglio nel nome di Leonardo Sciascia.
Perché una cosa è certa: le pagine di “A Futura Memoria”, di carta o virtuali, possono vivere e prosperare solo se si accendono intorno ad esse l'interesse e le idee di tanti lettori appassionati che hanno qualcosa da dire – e vogliono condividerlo con altri lettori altrettanto appassionati - sullo scrittore siciliano.
Non è necessario essere particolarmente eruditi o aver compiuto studi specifici sul Nostro.
Siamo certi che molti di coloro che leggono Sciascia posseggono la qualità preziosa del 'dilettante': non solo colui che, in senso letterale, come ebbe a dire Sciascia di sé, prende diletto da quello che fa (“il mio diletto è un mestiere e un mestiere che faccio seriamente”), ma anche, in senso lato, “chi si dedica all'arte, alla letteratura, alla scienza, a un'attività qualsiasi, non per professione o lucro, ma per una soddisfazione personale, per svago o passatempo” e, da questo suo interesse, acquisisce e trasmette conoscenza per suo e nostro diletto.
Nella consapevolezza che leggere oggi Sciascia, in un tempo di imperante disimpegno culturale, presuppone sempre una scelta motivata da ragioni d'indole morale, civile, sociale che, oltre a produrre diletto, sviluppano nuove riflessioni, vogliamo incitare questo genere di lettori a trasferire su queste pagine elettroniche – meno fredde di quanto lo strumento tecnologico possa far apparire – il loro 'sentire' intorno a quanto maturato.
I contributi potranno essere inviati direttamente all'indirizzo del coordinatore:
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Grazie fin d'ora per la collaborazione che vorrete darci.
Carlo Fiaschi

