Contributi

Contributi

di Guido Vitiello Conservo il ritaglio di un’intervista di quando Antonio Ingroia era candidato presidente del Consiglio. Parlava di disponibilità alle alleanze: “Io faccio come quel bel libro di Sciascia: ‘Porte aperte’. Le lascio aperte le mie porte in politica, così come ho fatto sempre in Procura”. Inarrivabile Ingroia. Aveva letto solo il titolo, e neppure l’aveva capito. E dire che l’editore di un suo libro di memorie si era spinto a dire, nel comunicato stampa, che “da potenziale personaggio di un’opera di Leonardo Sciascia” Ingroia era diventato “riconoscibile epigono del grande scrittore siciliano”. Dopo che la Cassazione ha disfatto…
L’Associazione Amici di Leonardo Sciascia e l’incontro “Sul caso giustizia, sul caso Sciascia, e sui casi nostri” -A futura memoria (se la memoria ha un futuro) Ero rimasto colpito dal vedere una mia riflessione, contenuta nel libro Raccolta appena pubblicata quest’anno, comparire per volontà della redazione nel sito degli Amici di Leonardo Sciascia. Era, ed è, un commento al libro curato da Paolo Squillacioti “Fine del carabiniere a cavallo”; la redazione titolava l’intervento “Cosa può diventare un giornale di provincia”, ed era quanto mai azzeccato quel titolo, perché ciò che si voleva sottolineare in quelle righe era proprio il ruolo…
Non è il primo caso e non sarà l’ultimo, la pubblicazione di un libro di uno scrittore che questo pianeta ha lasciato.  Leggendo l’ultima pubblicazione su e di Leonardo Sciascia si fanno tantissime scoperte.Il libro cui mi riferisco è “Fine del carabiniere a cavallo” fresco di stampa, edito nella collana Biblioteca Adelphi da Adelphi Edizioni, a cura di Paolo Squillacioti. È una raccolta di saggi letterari, che in qualche caso definirei appunti, che sono comparsi in diversi pubblicazioni, riviste e giornali, che vanno dal 1955 al 1989, anno della sua scomparsa, avvenuta precisamente a Palermo il 20 novembre di quello…
La casa editrice Salvatore Sciascia di Caltanissetta ha pubblicato una nuova edizione di Questa mafia, il libro del maggiore, poi generale dei Carabinieri Renato Candida, comparso per la prima volta nel 1956. L’ufficiale fu l’ispiratore della figura del capitano Bellodi, protagonista de Il giorno della civetta. Sull’importante iniziativa editoriale pubblichiamo di seguito un articolo di Salvatore Vullo, autore della Nota introduttiva del libro.
Il 20 novembre di ventisette anni fa Leonardo Sciascia ci lascia. Il “Corriere della Sera”, coincidenze che sono - dice Sciascia - “incidenze”, il giorno prima dell'anniversario pubblica una lunga intervista ad Andrea Camilleri, curata da Aldo Cazzullo. Il titolo: “Gli scontri con Sciascia, la mia vita da cieco e il No al referendum”. Ad un certo punto, Camilleri dice: “Nei giorni del sequestro Moro lui e Guttuso andarono da Berlinguer e lo trovarono distrutto: Kgb e Cia, disse, erano d’accordo nel volere la morte del prigioniero. Sciascia lo scrisse. Berlinguer lo smentì, e Guttuso diede ragione a Berlinguer. Io…
«Una macchina pigra che esige dal lettore un fiero lavoro cooperativo per riempire spazi di non-detto o di già-detto rimasti per così dire in bianco»: così Umberto Eco spiegava il rapporto che lega il lettore al testo, e di conseguenza a chi quel testo lo ha scritto. Leonardo Sciascia questo legame lo conosceva bene: in ogni suo romanzo, infatti, mostra di avere grande considerazione del suo lettore rendendolo addirittura complice di quel processo di riscrittura consapevole che contraddistinse la sua attività letteraria, compiuta attraverso un sistema di richiami intertestuali, che va dalle epigrafi alle allusioni e agli echi, e ritenuta…
Le biblioteche private, è noto, “parlano”, dicono tanto di una persona. I libri allineati negli scaffali, se li si sa interrogare raccontano molto dei loro proprietari, i loro interessi, il tipo di “percorso” di una vita: prima certi autori, visceralmente amati, e poi sostituiti da altri; i segni sul dorso, le sottolineature e le notazioni; la stessa collocazione ci dicono quali sono i preferiti, quelli a cui si chiede “consiglio”; quelli che sono “invecchiati”, riposti dopo una breve o lunga frequentazione, in scaffali più periferici: li si guarda ogni tanto con un misto di tenerezza, pensando magari alle ore sudate…
Nell’edizione Adelphi realizzata nel 1997 è stata pubblicata insieme ad un altro capolavoro purtroppo sottovalutato, Favole della dittatura: si tratta dell’unica raccolta di poesie di Leonardo Sciascia, che ha il significativo titolo La Sicilia, il suo cuore. Eppure quest’opera – spesso trascurata dalla critica – ha una certa età: vide la luce nel lontano 1952, presso l'editore Bardi, in un'edizione di pregio di 111 copie numerate accompagnate dai disegni dello scultore catanese Emilio Greco, ma non dimostra affatto i suoi sessant’anni suonati, anzi. È e resta una testimonianza di quella Sicilia antica, quasi mitica che lo scrittore vede, sente, vive.…
Su iniziativa del Circolo dei Riformisti, del centro culturale Mario Pannunzio, e dell’Asssociazione Amici di Leonardo Sciascia il 4 giugno a Torino, presso il centro Incontri Regione Piemonte ha avuto luogo la manifestazione “Uccidete me. Ma l’idea che è in me non la ucciderete mai…”, ricordo di Giacomo Matteotti nel 90esimo della morte (1924-2014).Preceduto dal concerto “Povero Matteotti” e altri canti del socialismo romantico, del Gruppo Corale  Eiminâl della Val Germanasca (TO) diretto dal Maestro Pierpaolo Massel, si è svolto un incontro-dibattito con la partecipazione di Valter Vecellio, redattore capo del Tg2 (Associazione Amici di Leonardo Sciascia), Giuseppe La Ganga,…
“I delitti veramente premeditati – scrive Leonardo Sciascia in 1912 + 1 – sono quelli che non si commettono.” La frase, apparentemente paradossale, conclude due pagine in cui Sciascia si sofferma sulla premeditazione: “… l’aggravante di premeditazione cade sull’imputato che ha avuto il tempo di riflettere sulla decisione di ammazzare il proprio simile. Il tempo, cioè, a che la passione si raffreddi al punto da consigliare la desistenza dal proposito omicida. E non raffreddandosi la passione (processo di raffreddamento cui peraltro non si può assegnare un tempo eguale per tutti), ne viene che fredda, premeditata, è stata la decisione di…
Nel 25° della morte ricordiamo Renato Candida: l’ufficiale dei Carabinieri a cui Leonardo Sciascia si ispirò per il suo capitano Bellodi del romanzo “Il giorno della civetta”. di Salvatore Vullo “…Non solo per ‘Il giorno della civetta’, ma per ogni mio racconto in cui c’è il personaggio di un investigatore, la figura e gli intendimenti di Renato Candida, la sua esperienza, il suo agire, più o meno vagamente mi si sono presentate alla memoria, all’immaginazione…”. Con queste parole rivelatrici, a conclusione di un lungo articolo, pubblicato sul quotidiano “La Stampa”, l’11 Novembre 1988, Leonardo Sciascia ricordava il generale dei carabinieri…
di Valter Vecellio "Lasci stare mia figlia", ruggisce il capo mafia. Il capitano dei carabinieri che gli sta di fronte, ed è venuto ad arrestarlo, gli chiede conto delle ingenti somme di denaro depositate in tre diverse banche, il suo apparente non far nulla, l'irrisoria denuncia dei redditi, nonostante il reddito reale sia elevato; e osserva che anche a nome della figlia risultano, altri, cospicui depositi, lei che studia in un costoso collegio svizzero...Poi, dopo lo scatto, il boss riprende il controllo dei nervi: "Mia figlia è come me", sibila, ma più a rassicurarsi, che a smentire il capitano; e…
di Giovanni Impoco Il labirinto della comune beatitudine. Il muro di cinta del mio giardino è basso. Qualunque Vlad Ţepeş di Transilvania ha facile accesso nella mia casa ‒ sarà il benvenuto. Dopo migliaia di leghe, il ritorno alla terra natale: veloci gli anni in fuga, il buon tempo non tornerà mai più. Nella solitudine della notte, vinto dal sonno, reclino la testa nelle remote pagine di un libro, complice il tic tac dell’orologio a pendolo e l’ansito del mare. Così è, in questo luogo lontano e pieno di pace, ma, per un ignoto disegno degli astri, da un po’…
di Giovanni Impoco Persino un occhio di vetro si accorge della propria cecità. (Stanislaw Jerzy Lec)   La mia biblioteca è molto fornita, come l’antica capitale dalle cento porte!... Ci sono libri che si leggono per caso, imprevedibili deludenti, che ci cadono di mano. Ma al di là di questi, i libri che parlano di libri sempre mi afferrano con infantile candore, e questa grazia domina sovrana quando i loro titoli cantano sagge e melodiche ariette: Del furore d’aver libri di Gaetano Volpi, Sogno di un bibliofilo di Gino Doria, La biblioteca scomparsa di Luciano Canfora, La libreria stregata di…