Sciascia e le donne

La sezione “Sciascia e le donne”, concepita per dare spazio a una carrellata di analisi di personaggi femminili dei romanzi e delle loro eventuali trasformazioni per il grande schermo, nonché a voci di donne reali che hanno conosciuto lo scrittore, questa volta dà la parola alla figlia Anna Maria, che, dopo reiterate, affettuose richieste da parte mia, alla fine ha ceduto e mi ha concesso un’intervista, tanto ambita quanto rara. Non senza un pizzico di soddisfazione offro, quindi, ai nostri lettori questa interessante testimonianza, in due puntate, attraverso la quale credo si possa aggiungere qualche tessera al mosaico che le…
La sezione “Sciascia e le donne” ospita, questa volta, la seconda parte dell’intervista rilasciata dalla figlia Anna Maria: i lettori vi troveranno interessanti informazioni sulla vita e sugli affetti dello scrittore, sulle sue frequentazioni, sulla genesi di alcuni romanzi e molto altro; il tutto inframmezzato da considerazioni condotte attraverso un punto di vista interno alla famiglia e da aneddoti che impreziosiscono la testimonianza, rendendola un documento unico. Rossana Cavaliere    È fatto divieto di riprodurre, anche parzialmente, la seguente intervista, che si è svolta il 16 gennaio 2019, senza citazione esplicita e dettagliata della fonte e senza espressa autorizzazione da…
  La descrizione esteriore Il primo personaggio femminile dell’universo letterario sciasciano di cui tratterò in questa rubrica è quello della giovane vedova Nicolosi, che il lettore incontra già nelle prime pagine de Il giorno della civetta (1961):
Il mondo di Sciascia, quello letterario intendo, è popolato soprattutto da figure maschili, mentre quelle femminili non brillano quasi mai per virtù; tutt’altro: magari sono mantidi falsamente religiose, o madri gelose e soffocanti, o figurine sbiadite, poco interessanti, specie se l’osservazione del lettore si è fermata in superficie. Il suo mondo vero era, viceversa, popolato da donne, a partire dalle famose zie, presso le quali era la realtà esterna a essere riversata, con grande beneficio per l’acuto intelletto del ragazzo, che introiettava maestrie affabulatorie, constatando come da un nucleo di eventi si arrivasse a una narrazione più o meno avvincente…
Parlare delle “donne di Sciascia” in letteratura può significare anche, a mio avviso, non limitarsi a quelle nate dalla sua penna e rese vive dalla capacità immaginativa dei suoi lettori, ma allargare lo sguardo anche a quelle che hanno avuto in sorte - per così dire - una seconda occasione di vita, grazie alla mediazione di qualche regista che, ispirato dalle opere del nostro autore, le ha reinventate per il grande schermo, personificandole. A volte le peculiarità con cui venivano presentate nei libri sono state pienamente rispettate; a volte sono avvenute significative trasformazioni, magari semplicemente attraverso un’enfatizzazione di alcuni aspetti…
Nel microcosmo dei personaggi letterari creati da Sciascia, il romanzo A ciascuno il suo, del 1966, si segnala non soltanto per la conturbante protagonista femminile, dalle evidenti qualità e dagli inconfessabili peccati, ma anche per un piccolo campionario di donne, tre delle quali – a partire dalla stessa primadonna Luisa – accomunate da un curioso denominatore: la vedovanza, più o meno “forzata”. Quest’ultima, infatti, rimane vedova in apertura di romanzo, così come Teresa Manno, sua compagna di studi, poiché i rispettivi consorti vengono freddati insieme da implacabili pallottole durante una «felice» battuta di caccia, divenendo da cacciatori inaspettatamente prede,  come…