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RICORDO DI UN PROFESSORE GENTILUOMO

È la prima volta che mi capita di seguire una lezione del professore Alberto Petrucciani, ed è la prima volta che lo incontro di persona. Nella Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, a Firenze, ascolto con grande interesse il suo contributo al Leonardo Sciascia Colloquium 2017, su don Giuseppe Vella del Consiglio d'Egitto. Alla fine dell'intervento viene lui verso di me a chiedermi cosa io ne pensi: mi ha vista così attenta e presa che gli piacerebbe avere un feedback immediato. A cena mi ritrovo casualmente di fronte a lui e inizia proprio lì a dipanarsi un filo fatto di libri, interessi, scuola, autori, incontri. E amicizia. Lo rivedo a Perugia nel 2018; viene insieme a noi a fare il giro dell'università con lo stupore di una matricola. Perché Alberto Petrucciani era questo: un professore universitario senza sussiego, un intellettuale senza aureola, una persona gentile e ironica e generosa. Era sempre uguale a se stesso, nelle aule universitarie come nei corridoi, a cena tra amici come nei convegni. Il professore Alberto Petrucciani ora ci ha lasciati soli. Presto, troppo presto, si è spento un faro di biblioteche e archivi, un maestro assoluto di metodologia della ricerca e della scrittura scientifica. Resta con noi il suo stile asciutto, rigoroso, mai lezioso, mai invadente. Restano i suoi studi che riceviamo, con gratitudine, in eredità. Resta, a me, al mio cuore, Alberto Petrucciani.

 Roberta De Luca