Dal 6  al 24 novembre 2021 a Milano si terrà una mostra fotografica in Opera Cardinal Ferrari dal titolo  “Il mondo letterario di Leonardo Sciascia al premio Racalmare: le prime edizioni” ; tutti i giorni feriali ore 10.00 - 13.00 e 15.00 - 18.00 (tutte le informazioni sulla locandina in allegato).

“Poiché nulla di sé e del mondo sa la generalità degli uomini, se la letteratura non glielo apprende.”

È con questo significativo messaggio che la sessione Progetto Scuola – La parola agli studenti ha chiuso i lavori del XII Leonardo Sciascia Colloquium, che si è svolto presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani a Roma il 7 e l’8 ottobre scorsi e che ha avuto come titolo La questione, Sciascia, Primo Levi, Manzoni: giustizia, tortura, intolleranza.

Protagonisti gli studenti delle scuole superiori che, con i loro insegnanti, hanno riflettuto sulla questione come pratica della tortura in cui predomina la volontà da parte dei carnefici di perseguitare e sopprimere i più deboli secondo una logica spietata e abominevole.

Le parole dei Maestri di diritto hanno vibrato di forte tensione morale e lucida analisi critica nei confronti della responsabilità individuale e collettiva in tutti i preziosi interventi presentati durante il convegno.

La prof.ssa Roberta De Luca ha aperto la sessione, presentando la relazione I burocrati del Male e la violenza inutile in cui è stato affrontato il delicato e attuale tema del negazionismo e della menzogna che Sciascia definisce “più forte della verità” ne Il consiglio d’Egitto. L’intervento, curato in collaborazione con i suoi Studenti adorabili, ha sottolineato la necessità della testimonianza che Primo Levi definisce “il terzo mestiere” e il compito educativo degli insegnanti nella formazione dei giovani.

Il secondo intervento ha visto come protagonisti i ragazzi di una classe terza di indirizzo classico del Liceo Democrito di Roma, guidati dalla professoressa Tiziana Forzano; i ragazzi si sono interrogati sulla questione della tortura come espressione di ingiustizia e menzogna per ritrovare nella pietà il ristabilimento della giustizia e il valore fondante dell’umanità della relazione, ripercorrendo l’origine etimologica del termine dall’ευςεßεια greca alla pietas romana.

Il professore Gianluca Moiser ha invece presentato un video dal titolo La questione. Vergogna nascosta realizzato con la classe quarta del Polo Liceale di Sondrio Carlo Donegani su una drammaturgia scritta dagli alunni del Liceo Leonardo da Vinci di Terracina guidati dalla professoressa Roberta De Luca.

La sessione scuola si è conclusa con la presentazione del lavoro svolto dalla classe 2B scientifico del Liceo Leonardo da Vinci di Terracina e curato dalla professoressa Luciana Sanguigni.

I giovani discenti sono partiti da una riflessione di Leonardo Sciascia in La strega e il capitano (“il modo come il ‹‹delitto›› fu scoperto rende questo processo per stregoneria meno ripetitivo e banale”) per capire come i propositi dei carnefici furono tradotti in fatti, un modus operandi che imperat ancora oggi, nonostante la Dichiarazione universale dei diritti umani del 10 dicembre 1948.

In occasione di una intervista rilasciata durante un incontro con gli studenti Primo Levi ha precisato: “Io sono uno che ha bisogno di comunicare molto, se non riesco a comunicare soffro, ho bisogno di parlare o scrivere, avere se possibile una comunicazione ad andata e ritorno”. 

E il XII Leonardo Sciascia Colloquium ci ha comunicato che, attraverso la parola degli studenti, si può continuare a dialogare con i nostri Maestri di Diritto affinché “la generalità degli uomini” possa apprendere se stessa e l’umanità intera.

Dopo le Lezioni Sciasciane nel mondo di Istanbul e di Parigi, la terza Lezione – dal titolo Sciascia e l’Iran- si è tenuta a Teheran Lunedì 18 Ottobre, alle ore 15,00 di Teheran e alle ore 13,30 italiane. La Lezione, aperta dalla Senatrice Emma Bonino, Presidente del Comitato Nazionale per il Centenario Sciasciano, e introdotta e coordinata da Giuseppe Perrone, Ambasciatore italiano a Teheran, è stata incentrata sulla ricostruzione dei rapporti intercorsi tra Sciascia e l’Iran. Dopo un intervento iniziale di Giovanni Capecchi, dell’Università per Stranieri di Perugia, Mohammad Hossein Kiaei, docente all’Università di Teheran, si è sffermeto ad analizzare le traduzioni delle opere di Sciascia in persiano, la presenza di Sciascia nei programmi delle Università iraniane e le ragioni che stanno alla base dell’interesse per l’opera di Sciascia in Iran. Giacomo Longhi, iranista dell’Università Statale di Milano, e Sanam Ghiaei, autrice della recente traduzione de Gli zii di Sicilia in persiano, hanno dialogato su cosa significa tradurre Sciascia nell’Iran dei nostri giorni. L’appuntamento si è concluso con la lettura di alcune pagina di Sciascia da parte dell’attrice iraniana Setareh Eskandari.

La Lezione, in presenza alla residenza dell’Ambasciatore Perrone, è stata trasmessa in streaming sulla pagina facebook dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani*, dell’Associazione Amici di Leonardo Sciascia*, della rivista «Todomodo»*, della casa editrice Olschki* e sulla pagina Instagram dell’Ambasciata d’Italia a Teheran.

Si pubblica il link del primo dei tre incontri (sabato 9 ottobre 2021) di un ciclo  su Leonardo Sciascia nel Centenario della nascita presso la Biblioteca Lazzerini di Prato, relatrice Rossana Cavaliere: 

https://www.youtube.com/watch?v=EtuQkCKqlLY

 

Link del secondo incontro:

https://www.youtube.com/watch?v=mdjonjYwvv0

DIRITTO VERITÀ GIUSTIZIA.

Omaggio a Leonardo Sciascia

a cura di

LUIGI CAVALLARO    ROBERTO GIOVANNI CONTI

Cacucci Editori

Il centenario della nascita di Leonardo Sciascia (1921-1989) è stato caratterizzato da una lunga serie di pubblicazioni sulla sua vita e sulle sue opere.

Tra questi si colloca il libro DIRITTO VERITÀ GIUSTIZIA. Omaggio a Leonardo Sciascia - Cacucci Editore – a cura di Luigi Cavallaro e Roberto Giovanni Conti, ambedue giudici della suprema Corte di Cassazione e siciliani che hanno incontrato Sciascia, il primo attraverso i libri del padre avvocato, il secondo crescendo in contrada Noce di Racalmuto, dove ha potuto avere contati diretti con il maestro di Regalpetra.

Pietro Curzio, collega dei due, diventato Primo Presidente della Cassazione, ha deciso di celebrare il centenario della nascita di Sciascia con la pubblicazione di questo libro, affidando la realizzazione del progetto ai due ‘ giudici ragazzini’ che, oltre ad essere maestri del diritto, sono anche amanti delle belle lettere.

Ma perché un libro dedicato a Sciascia e non ai tanti altri scrittori siciliani di pari grandezza? Perché Sciascia ebbe il rovello della giustizia.

A tal proposito Ernesto Lupo cita Bufalino il quale ha affermato che “tutti i libri di Sciascia apparivano come un unico grande libro sulla giustizia” e, come epigrafe al libro, i curatori hanno riportato la frase che Sciascia fa pronunciare a un personaggio di ‘Una storia semplice’: “La laurea in legge era la suprema ambizione della sua vita, il suo sogno”.

I due chiedono di scrivere un saggio su un testo di Sciascia a uomini di grande spessore giuridico e letterario e allo studioso Paolo Squillacioti, per fare un libro che, come essi stessi scrivono, “vorrebbe essere , né più e né meno, una riflessione a più voci che provi finalmente a prendere sul serio gli interrogativi sul diritto, sulla verità e sulla giustizia che attraversano tutta l’opera di  Leonardo Sciascia. Una riflessione che viene direttamente da chi con la legge e con i problemi che discendono dalla sua interpretazione e applicazione si misura in quanto giurista, e che ambisce a misurarsi con le risposte che la riflessione sciasciana lascia intravvedere all’immane problema concernente la possibilità, il modo e la misura in cui un ordinamento giuridico può riuscire ad essere garante della verità e della giustizia e, per loro tramite, della persona: problema che, alfine, è lo stesso con cui, oggi, più che mai, si confrontano gli operatori del diritto”.

L’obiettivo dei due curatori è stato perfettamente raggiunto perché i giuristi invitati a scrivere hanno sezionato l’opera di Sciascia rilevandone tutto il dramma della giustizia che è il dramma del giudicare, della ricerca impossibile della verità, del conflitto tra legge e diritto, del formalismo che contrasta con la sostanza, del contesto, del potere, del cittadino che si perde nei meandri di una giustizia che, molto spesso, non è uguale per tutti.

Natalino Irti trattando de ‘Il giorno della civetta’ si sofferma sul contesto in cui avvengono i delitti, e parla dei diritti che si assottigliano e della contrarietà di Sciascia alle leggi speciali, mentre Massimo Donino, partendo da ‘Il consiglio d’Egitto’, dopo avere fatto un excursus storico dell’impostura dell’Abate Vella, ci parla della valenza del falso e della cospirazione che sono, a suo dire, due categorie classiche del diritto penale.

Davide Galliani tratta del libro ‘Morte dell’inquisitore’ e afferma che Fra Diego La Matina, uomo di tenace concetto, è uccisore e vittima di una giustizia ingiusta. Uno che tenne alta la dignità dell’uomo.

Mario Serio si approccia alle tematiche del libro ‘A ciascuno il suo’ e, anch’egli, si sofferma sul contesto formato dai circoli di paese, dai preti, dalla gente comune che impedisce di fare giustizia per cui chi la cerca soccombe come un ‘cretino’, mentre Giovanni Mannone, partendo dal libro ‘Il contesto’, fa un confronto tra Sciascia e Kafka accomunati da inquietudine e paura e dalle influenze sul secolo passato di Pirandello, Kafka, Borges e Sciascia aggiungiamo noi.

Il tema diritto e letteratura viene trattato da Nicolò Lipari, oltre che da Paolo Squillacioti, sapendo che Sciascia afferma che la letteratura è verità e serve a superare i formalismi e l’influenza del contesto sociale.

Un discorso a parte merita lo scritto di Gabriella Luccioli che tratta del libro ‘La strega e il capitano’ dove si rileva l’amore dello scrittore di Racalmuto per Manzoni e appunto, partendo da Manzoni, Sciascia parla di un processo alla stregoneria portato avanti dal potere e dalla Chiesa, un processo terribile che porta a morte Caterina Medici.

La Luccioli inoltre fa un’incursione pesante sul mondo femminile nelle opere sciasciane che è assolutamente negativo confermando ciò che noi abbiamo scritto, con ampia documentazione, nel nostro libro ‘La terrazza della Noce’.

Infine, Ernesto Lupo scrive di ‘Porte aperte’ che, come affermò Matteo Collura, è un libro manifesto contro la pena di morte.

Il libro voluto dal Primo Presidente della Corte di Cassazione Pietro Curzio, direttore della biblioteca di cultura giuridica, e curato da due giovani giudici di cassazione Cavallaro e Conti, è fondamentale per la conoscenza di Sciascia e non poteva non aprire un raggio di speranza e questo raggio lo intravvede la Luccioli quando riporta un’intervista di Sciascia in cui lo stesso scrittore afferma “Sì, ci credo. Nella ragione, nella libertà e nella giustizia che sono, insieme, ragione (ma guai a separarle). Credo si possa realizzare, anche se non perfettamente, un mondo di libertà e di giustizia”.

E poi “Il problema vero, assoluto, scrive Sciascia, è di coscienza, è di religione.

                                                                                                                                                                                                                                                 Gaspare Agnello                                       

Dopo le tappe di Firenze, Fabriano,Venezia, la biennale mostra espositiva della X edizione 2021-2022 del «Premio Leonardo Sciascia amateur d’estampes» approderà a Milano. A seguire l’appuntamento milanese la mostra toccherà Roma, dove concluderà il ciclo  l'8 dicembre 2022.

La cerimonia di premiazione dell’artista scelto dalla giuria si svolgerà come sempre alla Sala della Balla del Castello Sforzesco a ,Milano il 10 febbraio 2022.

Dopo la Lezione Sciasciana di Istanbul, svoltasi il 22 settembre, la seconda Lezione si terrà a Parigi mercoledì 29 settembre alle ore 19. Diego Marani (direttore dell’Istituto italiano di cultura di Parigi) e Francesco Izzo (Comitato Nazionale Centenario Sciasciano) introdurranno l'incontro. A seguire, Domenico Scarpa (Centro Internazionale di Studi Primo Levi, Torino – in collegamento video) presenterà la raccolta di saggi di Sciascia, Stendhal for ever (“Cahiers de l'Hôtel de Galliffet”, 2020) e Davide Luglio (Université Paris-Sorbonne) illustrerà i collegamenti tra Sciascia e Foucault. Paolo Grossi (direttore della collana “Cahiers de l'Hôtel de Galliffet” e membro del Comitato Nazionale Centenario Sciasciano) animerà la serata.

L’incontro avrà luogo in lingua francese e si svolgerà presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi (50, rue de Varenne – 75007 Paris). Per ascoltare la Lezione in presenza è obbligatoria la prenotazione con controllo del green pass all’entrata (www.iicparigi.esteri.it). La Lezione sarà trasmessa anche in streaming sulle pagine Facebook dell’Istituto per l’Enciclopedia Italiana Treccani*, dell’Associazione Amici di Leonardo Sciascia*, della rivista «Todomodo»* e della casa editrice Olschki*.

A Istanbul il 22 settembre, alle ore 18 ora locale, (17,00 ora italiana) si svolgerà la prima Lezione Sciasciana nel mondo aperta dal saluto della Senatrice Emma Bonino, Presidente del Comitato Nazionale per il Centenario Sciasciano, e introdotta da Salvatore Schirmo, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul. L’incontro ricostruirà i rapporti intercorsi tra Sciascia e la Turchia, soffermandosi sulle traduzioni (e sulle ri-traduzioni) delle opere di Sciascia in turco e sulle relazioni culturali tra l’autore italiano e l’Anatolia. Cristiano Bedin (Università di Istanbul) interverrà su La fortuna di Leonardo Sciascia in Turchia: traduzioni, ritraduzioni e critica e Giovanni Capecchi (Università per Stranieri di Perugia) svolgerà una relazione intitolata Un “ponte” con la Turchia: l’amicizia tra Leonardo Sciascia e Bruno Arcurio.

La Lezione potrà essere seguita in diretta sulla Piattaforma dell’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul* e sulle pagine Facebook dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani*, dell’Associazione Amici di Leonardo Sciascia*, della rivista «Todomodo»* e della casa editrice Olschki*. L’incontro si terrà in italiano, con traduzione simultanea in turco.

Giovedì 7 e  Venerdì 8 ottobre 2021, sotto gli auspici del Comitato Nazionale del Centenario Sciasciano presieduto dalla Sen. Emma Bonino, si è tenuto a Roma il XII Leonardo Sciascia Colloquium degli Amici di Leonardo Sciascia, co-promosso e ospitato dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani (Sala Igea, Piazza della Enciclopedia italiana, 4), col patrocinio della rivista di studi sciasciani «Todomodo», l’Unione delle Camere Penali Italiane, e la casa editrice Leo S. Olschki, in collaborazione con il Centro internazionale di studi Primo Levi, Radio Radicale e la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia. Il tema dei due giorni, per la Direzione scientifica di Domenico Scarpa, sarà: «La questione. Sciascia, Primo Levi, Manzoni: giustizia, tortura, intolleranza» (programma in allegato).

La partecipazione ai lavori in presenza è stata ristretta e condizionata dal numero limitato di posti a disposizione. Le due giornate sono state però trasmesse tramite diretta Facebook sulle pagine Amici di Leonardo Sciascia*, Todomodo, rivista internazionale di studi sciasciani*,Casa editrice Leo S. Olschki* e Treccani* e sul sito di Radio Radicale*, che ringraziamo. Di seguito i link per seguire il Colloquium: 

Dal 30 settembre al 3 ottobre 2021 sono previsti a Treviso degli incontri dedicati a Leonardo Sciascia con una ricca gamma di interventi (programma in allegato). L’iniziativa, in collaborazione con l’associazione Amici di Leonardo Sciascia e il Comitato Nazionale Centenario Sciasciano, è a ingresso libero fino ad esaurimento posti.