Alle ore 9,30 di domenica 24 marzo 2019 si apriranno i lavori della XXVII Assemblea ordinaria annuale dell'Associazione Amici di Leonardo Sciascia presso Palazzo Borghese, ubicato in Via Ghibellina 110, in zona centrale, poco lontano dalla stazione ferroviaria di Firenze Santa Maria Novella. I lavori dell'Assemblea si concluderanno alle ore 18,00. Un pranzo sarà servito all’interno della bella sede, per facilitare e rendere più ordinato lo svolgimento dei lavori.
IMPORTANTE:
L’Assemblea è aperta a chiunque, sebbene solo i soci in regola coi pagamenti abbiano diritto di voto sulle decisioni e le delibere. I partecipanti (soci e non soci) devono comunicarcelo, provvedendo a registrarsi qui e ora on line.
Il preannuncio costituisce un impegno di massima ad esserci ma aiuta la programmazione dell’affluenza e i servizi.
Grazie perciò per farlo subito cliccando
Ecco altresì il link a Palazzo Borghese, in cui troverete utili indicazioni per raggiungere la sede: www.palazzoborghese.it
Come di consueto, anche in questa assemblea (convocata per statuto un mese prima della data di svolgimento) saranno discussi e posti in votazione i Bilanci (consuntivo 2018 e preventivo 2019), adempimenti obbligatori nella vita di ogni associazione. Ma il momento più significativo sarà certamente rappresentato dal rinnovo delle cariche sociali, che lo statuto prevede con cadenza biennale. Specialmente quest’anno, lungi dal costituire una mera formalità, si tratta di un momento di confronto e di partecipazione importante, che sfocerà nell'elezione di un Consiglio Direttivo e di una Presidenza rinnovati, in grado di affrontare un arco temporale davvero impegnativo, che si aprirà con il 2019 (trentennale della morte di Sciascia) per chiudersi nel 2021 (centenario della nascita del Racalmutese). Dai futuri Consiglieri eletti dall’Assemblea l'attesa è di essere di esempio a tutti per uno spiccato senso di responsabilità, passione, coralità e una attenzione senza precedenti rivolta ad accrescere le adesioni e reperire nuove risorse.
La sezione “Sciascia e le donne” ospita, questa volta, la seconda parte dell’intervista rilasciata dalla figlia Anna Maria: i lettori vi troveranno interessanti informazioni sulla vita e sugli affetti dello scrittore, sulle sue frequentazioni, sulla genesi di alcuni romanzi e molto altro; il tutto inframmezzato da considerazioni condotte attraverso un punto di vista interno alla famiglia e da aneddoti che impreziosiscono la testimonianza, rendendola un documento unico.
Rossana Cavaliere
È fatto divieto di riprodurre, anche parzialmente, la seguente intervista, che si è svolta il 16 gennaio 2019, senza citazione esplicita e dettagliata della fonte e senza espressa autorizzazione da parte della redazione del sito.
Le visite, il lavoro e gli argomenti di conversazione
D: Si legge nelle biografie di Sciascia che alla casa della Noce c’era una sorta di pellegrinaggio estivo di personaggi famosi: quali sono i suoi ricordi in proposito?
R: Quando ero piccola, c’erano sì tante visite, ma non tutti i visitatori erano già famosi, anche se non pochi lo divennero col tempo. Ricordo che venne a trovarlo Mario Dell’Arco, che ospitammo anche a dormire. Una volta, a Caltanissetta, venne Camilla Cederna: mi piacque subito, perché era molto garbata e dedicò del tempo anche a me. Le figure per me più significative, quelle che sono rimaste impresse nella memoria e nel cuore sono tre: il primo è lo scrittore sloveno Ciril Zlobec. Con lui e la sua famiglia per due anni consecutivi abbiamo passato buona parte delle vacanze estive e ne è nata un’amicizia forte e sincera. A lui, come a Sebastiano Addamo, devo quel poco di sicurezza necessaria per un’adolescente piena di problemi. Il primo mi faceva sentire ammirata mentre il secondo, che mi ha dato lezioni di filosofia per un periodo breve ma denso e per me emozionante, mi ha molto lusingato, segnalandomi ai genitori come persona da sorvegliare perché complicata. Il ricordo più poetico ed emozionante riguarda la prima visita di Vincenzo Consolo a Caltanissetta. Giovane ma già brizzolato e, poiché era luglio, abbronzato, timido e impacciato. Il suo sguardo limpido, di un candore infantile, sembrava cercare negli occhi degli altri un incoraggiamento, una conferma, un qualcosa di indefinito. Venne a pranzare a casa nostra, era il mio onomastico, mio padre comprò dei dolci e lui volle farmi un regalo: una tazza da tè con un piccolo vassoio pieno di cioccolatini, ma il modo in cui me lo ha dato e le parole che ha detto lo hanno reso speciale.
Con questo libro, pubblicato da Sellerio nel 1985, Sciascia ricostruisce momenti fondamentali della vita giovanile di Giuseppe Antonio Borgese e ci descrive interessanti aspetti della vita economica, sociale, e della quotidianità, di quell’epoca (fine 1800) e in particolare di Polizzi Generosa, importante paese delle Madonie, in provincia di Palermo, dove Borgese era nato nel 1882, e di Palermo e Firenze dove aveva studiato.