Da Alice.it
Matteo Collura, giornalista del Corriere della Sera e autore di libri di successo come Il maestro di Regalpetra, Alfabeto eretico ed Eventi, dedica il suo nuovo libro ad un affascinante viaggio nella terra natale. La Sicilia, con le sue suggestioni storiche, culturali e paesaggistiche è infatti la protagonista assoluta di un itinerario, insieme “fisico” e immaginario, che lo scrittore, nato ad Agrigento e trasferitosi a Milano, percorre guidato dalla nostalgia ma anche dal desiderio di indagare su fatti, personaggi e luoghi, noti o meno sconosciuti. La narrazione, limpida, fluida e vivace, vaga dal desolato paesaggio di Portella della Ginestra alle bellezze di Agrigento, dai palazzotti di Palermo all’Etna, rivisitando nomi, suoni, sapori, in un continuo scambio di prospettiva: dal mito alla realtà, dal passato al presente e viceversa. Tra le pagine di questo raffinato racconto di viaggio, che ricorda i fasti dei Grand Tour compiuti nei secoli passati dai giovani e colti europei, si snoda una ricchissima carrellata di eventi e personaggi. Rivivono così le figure di siciliani d’ogni tempo, l’avventuriero Cagliostro, il principe Raniero Alliata di Pietratagliata, il bandito Salvatore Giuliano, il giudice Livatino, che si mescolano alle immagini dei grandi ospiti stranieri dell’isola, da Goethe a Wagner, e ai luoghi simbolo e ricordo delle glorie dell’antichità: il greco mare di Sicilia, Segesta, Siracusa. Né si dimenticano le pagine buie della storia siciliana: il percorso incomincia da Portella della Ginestra, per poi toccare Cassibile, nella cui campagna Collura si aggira cercando, tra le pieghe dei ricordi che ogni territorio gelosamente conserva, il luogo in cui venne firmato il noto armistizio. Altra commovente tappa di un triste itinerario sono le strade e i quartieri di Palermo, dove l’autore ricorda di aver compiuto, in compagnia del regista Francesco Rosi, un inconsueto tour alla ricerca delle lapidi delle tante vittime illustri della mafia.
Quello narrato In Sicilia è un viaggio nei sentimenti in una regione dai mille volti e dai feroci contrasti; una terra in cui gli uomini appaiono al tempo stesso dentro e fuori dagli eventi e dove sullo sfondo domina prepotente il paesaggio, dio sacro e profano che intride di sé ogni cosa, e dà vita a una terra impareggiabile e sfuggente, di cui Collura mette a nudo l’anima più profonda.

