Franco Battiato: un film e un libro per ricordare Gesualdo Bufalino

"Vorrei riuscire a far vedere la sua grazia, l'eccezionalità di individui siciliani: riuscire a raccontare l'uomo più che lo scrittore, grandissimo, che tutti già conoscono. Ho realizzato questo docufilm con affetto"

 

Franco Battiato

 

 Per la prima volta, in occasione del 90° anniversario della nascita dello scrittore, Franco Battiato racconta la sua ammirazione e il suo rispetto per uno degli autori che ha fatto grande la narrativa italiana del secondo '900: Gesualdo Bufalino, un siciliano - come Battiato - d'eccezione. Il cantautore (ma anche musicista, regista e pittore) è tornato dietro la macchina da presa per realizzare un film e dare forma alla sua ammirazione ed al suo rispetto per Bufalino e lo fa attraverso riflessioni e le sue parole un siciliano come lui, cogliendo l'occasione anche per raccontare la comune terra di origine. Lo fa con un film in cui le sue riflessioni e le sue parole su Bufalino e la sua terra sono accompagnate sia dalle testimonianze di altri autori che gli sono stati vicini (Leonardo Sciascia, Manlio Sgalambro, Matteo Collura, Piero Guccione e molti altri) sia da una serie di documenti rari di Bufalino.

 

Battiato è una delle personalità fra le più originali ed influenti del panorama artistico italiano ed europeo. L'esordio nella regia è avvenuto nel 2003 con il lungometraggio PerdutoAmor, con il quale si è aggiudicato il Nastro d'Argento come miglior regista esordiente. Nel 2005 presenta il suo secondo film Musikanten, imperniato sugli ultimi quattro anni di vita del grande musicista Ludwig van Beethoven.

 

Il terzo film, nel 2007, dal titolo "Niente è come sembra", scritto sempre in collaborazione con Manlio Sgalambro. Nello stesso anno realizza il docufilm "La sua figura", improntato sul ritratto umano e artistico della cantante Giuni Russo.

 

"Auguri don Gesualdo" è un viaggio tra i luoghi simbolo di Gesualdo Bufalino (la piazza di Comiso, il cortile dell'omonima fondazione, i simulacri della morte, le antiche chiese e i giardini), con rari materiali di repertorio dello scrittore (forniti in esclusiva da Rai Teche). La voce recitante è di Giulio Brogi, la malinconia delle musiche sono di Arvo Part, di Ravel, di Hendel, con le testimonianze - tra le altre -di Elisabetta Sgarbi, Manlio Sgalambro (autore della sceneggiatura), Matteo Collura, Ella Imbalzano, Sebastiano Gesu'.

 

Sono proprio le voci di coloro che sono stati vicini a “Don Gesualdo” ad arricchire il ricordo dell’autore - tra tutte in particolare quella dell’amico Leonardo Sciascia, che con Elvira Sellerio contribuì alla pubblicazione e quindi al successo del suo primo romanzo "Diceria dell'untore".

 

Gesualdo Bufalino, dopo gli anni dedicati ad insegnare nei licei e qualche pubblicazione di poesie e racconti, iniziò la sua carriera come scrittore nel 1981 quando aveva già 61 anni.

 

Il suo primo romanzo "Diceria dell'untore" ha visto la pubblicazione dopo venti anni dalla sua prima stesura, avvenuta nel 1950, grazie all'appoggio e agli incoraggiamenti di Leonardo Sciascia, di cui era grande amico e di Elvira Sellerio. Il romanzo gli fece vincere il Premio "Campiello" e venne adattato per il cinema nel 1990 con la regia di Beppe Cino ed un cast che comprendeva gli attori Remo Girone, Vanessa Redgrave, Lucrezia Lante della Rovere e Franco Nero.

 

Dopo il successo del suo primo libro Bufalino scrisse numerose opere sia in prosa sia in poesia: L'uomo invaso, Le menzogne della notte, L'amaro miele, Saldi d'autunno. Per Bufalino fu un periodo molto prolifico.

 

Gesualdo Bufalino morì nel 1996, in un incidente stradale, mentre andava a trovare la moglie, lasciando incompiuto il romanzo "Chamat" dedicato alla vita dello scacchista Capablanca.

 

 Don Gesualdo è stato presentato in anteprima il 18 Settembre 2010 a Pordenone in occasione dell'undicesima edizione di Pordenonelegge.

 

“Io che spesso cado nei fossi

 

per guadare un po’ troppo le nuvole,

 

mi posso riconoscere benissimo

 

in una specie di angelo dalle ali mozzate.”

 

Gesualdo Bufalino

 

 

 

“Uno scrittore trova le sue ragioni all’interno della propria coscienza, all’interno della società in cui vive.

 

Si può essere scrittori testimoni del mondo e si può essere scrittori testimoni di se stessi. Io appartengo a questa seconda categoria. [ . . . ]

 

Io sono molto più umilmente e più dolorosamente un testimonio, falso per giunta, di me.”

 

Gesualdo Bufalino

 

Il film si avvale del sostegno dell'APQ "Sensi Contemporanei", l'Accordo di Programma Quadro stipulato dalla Regione Siciliana (Assessorato Regionale Beni Culturali), dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero Beni e Attivita' culturali - Dg Cinema, e la cui gestione operativa e' affidata al Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell'Identita' Siciliana, alla Sicilia Film Commission e a Cinesicilia srl.