Dall'intervista di Gigi Riva a Manlio Cancogni
(L'Espresso 13 agosto 2010)
- (Riva) Si dice spesso che mancano in Italia dei punti di riferimento morali. Quelli che furono un tempo un Pasolini, uno Sciascia.
- (Cancogni) Ma Pasolini era piuttosto estetizzante. Nei 'ragazzi di vita' non appariva questo aspetto morale. Faceva vivere un mondo di canagliole, di poveracci suscitando simpatia verso un universo derelitto. Con Pasolini c'era stima reciproca, giocavamo a calcio insieme, l'ho visto due giorni prima che fosse ammazzato in quella maniera. Certo se l'è cercata, ma era l'uomo più gentile che abbia mai conosciuto. Quanto a Sciascia, mi stava antipatico. Ha scritto un paio di bei libri e poi si è messo a fare il moralista. Forse una scelta letteraria: non credo a un siciliano così indipendente e così giudicante.

