Pena di Morte

Pena di Morte (1)

Mercoledì, 18 Aprile 2012 15:07

Valter Vecellio a "Il Foglio" del 1 giugno 2007

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Il giorno 1 giugno 2007 il nostro Past President  -Socio Valter Vecellio scrive al direttore de "Il Foglio"...

 

 


 

Al direttore - Viene in mente Piero Gobetti: diceva che stare da una parte o dall’altra, per lui, era veramente una  questione di "gusto". Affermazione molto più profonda e pregnante di quanto, a prima vista, possa sembrare.

In fin dei conti, cosa se non una questione di gusto ci fa stare con una piuttosto che un’altra parte? Il gusto conta, ha una sua importanza e valore. Per qualche associazione bizzarra viene in mente quella specie di ritornello dell’Henry V di Shakespeare: "We few, we happy few, we band of Brothers"; mi pare sia appropriato per i radicali: pochi

fortunati, manipolo di fratelli. Con tutto quello che, nel bene e nel meno bene, l’esser pochi, l’esser fortunati, e soprattutto l’essere fratelli, comporta e può comportare. Dal 16 aprile, con l’esclusione di 36 ore un

"manipolo", giorno dopo giorno, ora dopo ora, man mano che perde grammi e chili, cementa la fratellanza. Lo sciopero della fame intrapreso è a oltranza. Dalle dodici di mercoledì Pannella ha deciso anche di non ingerire liquidi. Nessuno ne parla, ne discute. Anche per dar torto, per dire che si sbaglia. E’ "normale"? Forse sì, in questo paese.

Informazione. Alla fine è sempre questo il problema. Forse bisogna andare alla Stazione Termini e sdraiarci sui binari, perché qualcosa si sappia di quel che si cerca di fare e si fa? Giornali e televisioni "premiano" il comportamento violento o illegale. Per contro le lotte nonviolente sono mortificate, ignorate. Ovvio che vi sia chi ritiene buono il

primo sistema e fallimentare il secondo. Pannella ricorda spesso – lo so bene: c’ero – che nel 1975 quando il digiuno durò per una novantina di giorni, a un certo punto sulla prima pagina del "Corriere della Sera" Pier Paolo Pasolini fece esplodere la "cosa" ("Apriamo un dibattito sul caso Pannella").  Ne seguì un dibattito di ancor oggi utile lettura:

intervennero Maurizio Ferrara, Giuseppe Prezzolini, Adolfo Battaglia, Giovanni Spadolini, Nicola Matteucci, Guido Calogero, Renato Ghiotto, Giorgio Bocca, Alberto Moravia, Leonardo Sciascia, Stefano Rodotà, Roberto Gervaso, Arrigo Benedetti, Vittorio Gorresio… e chissà quanti me ne sono persi per strada, articoli, interventi, opinioni, non

importa se di consenso o dissenso: tutti contribuivano a far sapere, a ragionare, consentivano di conoscere e di giudicare. E oggi? C’è un equivalente di Pasolini? Adriano Sofri ha eccepito su quell’"oltranza". Poteva essere un buon "pretesto" per avviare una riflessione sulla nonviolenza, sui suoi strumenti e la sua efficacia; sui sacrifici che richiede ed esige… ma è calato il silenzio. Se la ricorderà qualcuno, forse, la poesia di Rafael Alberti: "Se equivocó la paloma,

se equivocaba/ por ir al norte fue al sur / creyó que el trigo era agua /creyó que el mar era el cielo / que la noche la mañana... que las estrellas rocío / que la calor la nevada / que tu falda era su blusa / que tu corazón su casa… / ella se durmió en la orilla / tù, en la cumbre de una rama". Beh, una cosa è certa: non siamo noi sette le "colombe"

che si sbagliano e prendono il nord per il sud, che credono che il mare sia il cielo e che la notte sia mattino. Noi no.

Alcune "notizie", per i più, a quanto pare, non notiziabili: sono queste ormai le ore e i giorni decisivi per presentare e portare al voto dell’Assemblea generale dell’Onu in corso la risoluzione per la moratoria sulla pena di morte. Malgrado il successo del Consiglio affari generali dell’Unione europea del 14 maggio, nessun atto concreto e conseguente

a quanto deciso in quella sede è stato ancora compiuto. Non risulta che il governo italiano abbia ottenuto la necessaria approvazione della presidenza tedesca dell’Ue su un qualsiasi testo di risoluzione e tantomeno

si è avviata la raccolta dei co-sponsor né sono stati presi contatti con la presidenza dell’Assemblea generale dell’Onu per individuare la procedura di apertura del dibattito sulla moratoria. In tal modo viene beffato persino il parere unanime dei ventisette ministri europei e, in particolare, l’impegno del Parlamento e del governo italiani. A questo

punto chiediamo a tutti di SOSTENERE l’iniziativa nonviolenta in corso di Pannella con la partecipazione alla sciopero della fame, ove possibile, alle manifestazioni che si stanno organizzando nei prossimi giorni. Occorre

la massima mobilitazione per riparare ai ritardi enormi accumulati e per riuscire finalmente

a ottenere quello che è ancora possibi e raggiungere. L’appello è rivolto a tutte, diciamo proprio tutte le forze, istituzionali, politiche, morali, individuali o collettive che siano, per sostenere in queste ore l’obiettivo

che potrebbe regalare al mondo una conquista storica, umana e civile. Ce la possiamo ancora fare. Contiamo  sull’aiuto e il contributo di tutti. Mai come ora vale la domanda di Primo Levi: se non ora, quando? Se non così, come?

Valter Vecellio