Cinema

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Mercoledì, 18 Aprile 2012 15:07

Sciascia e il Cinema

Scritto da

GIUSEPPE PANELLA

SCIASCIA E IL CINEMA: UN CORSO (21 novembre 2002 - 15 gennaio 2003) AL LICEO SCIENTIFICO “COPERNICO” DI PRATO

Il rapporto tra Leonardo Sciascia e il cinema è stato uno dei più intensi nell’ambito del Novecento letterario italiano. Non solo lo scrittore siciliano si è sempre dichiarato legato al linguaggio cinematografico e suo debitore per la sua formazione culturale, ma la stessa peculiarità della sua forma di scrittura è attraversata dal cinema e dalle modalità di funzionamento del suo linguaggio.

I rapporti tra cinema e letteratura, inoltre, rappresentano uno straordinario strumento didattico per verificare, attraverso la collusione o la discordanza dei linguaggi utilizzati, la qualità e la pregnanza della comunicazione di cui entrambi queste forme di discorso e di riflessione sono capaci.

“Il ‘travasamento’ della scrittura letteraria nell’esperienza filmica acquisisce, nel tempo, l’assunzione di modelli legati alla maturazione del linguaggio cinematografico e alla condivisione, da parte del pubblico, delle soluzioni espressive che quella stessa maturazione produce”

(Renato Candia, “Letteratura e cinema nell’analisi didattica del testo filmico” in Cinema e letteratura. Seminario-laboratorio per insegnanti, a cura di F. Boldrini e F. Pucci, Ancona, I Quaderni della Mediateca delle Marche, 1998, p.13).

Il corso extra-curricolare dedicato a Leonardo Sciascia e alle trasposizioni cinematografiche di quattro suoi romanzi realizzato presso il Liceo Scientifico “Niccolò Copernico” di Prato e condotto da chi scrive con la vivace e valente collaborazione della professoressa di Lettere Rossana Cavaliere è stato un tentativo (che si spera essere compiutamente riuscito) condotto in questa direzione.

La stessa articolazione degli interventi, tenuti sul doppio binario della letterarietà (a cura della professoressa Cavaliere) e della filmicità (a cura di chi scrive) nell’opera di Sciascia, hanno permesso di sondare a 360° le possibilità espressive presenti nell’opera romanzesca dello scrittore siciliano. In sostanza, le convergenze e le divergenze tra letteratura e cinema sono emerse con forza e perspicuità nel corso degli incontri che hanno visto, con grande soddisfazione degli organizzatori, un’affluenza straordinaria del pubblico studentesco (oltre cento presenze per ogni incontro).

L’incontro del 21 novembre (Presentazione di Sciascia) è stato articolata su due relazioni, una delle quali era intesa a dare delle coordinate essenziali e precise sull’opera letteraria di Sciascia e l’altra voleva mostrare Sciascia per immagini servendosi del documentario di Pasquale Misuraca Sciascia racconta Sciascia allegato al volumetto di Massimo Onofri dedicato allo scrittore di Racalmuto e pubblicato da Einaudi lo scorso anno. Insieme ad esso veniva utilizzata la voce Sciascia del film di montaggio Lo schermo a tre punte di Giuseppe Tornatore (1998). L’affluenza di studenti è stata tale che è stato necessario replicare l’incontro il mercoledì successivo per permettere a tutti di poter partecipare. La settimana successiva (4 dicembre) è stato proiettato A ciascuno il suo del 1967, il film di Elio Petri sceneggiato da Ugo Pirro, il primo film tratto da un testo letterario di Sciascia. Il 18 dicembre, invece, è stata la volta de Il giorno della civetta (1968) di Damiano Damiani (sempre sceneggiato da Ugo Pirro) con relativa discussione riguardo alla fedeltà all’opera trasposta. La rassegna si è conclusa nel gennaio del nuovo anno con la proiezione di Una storia semplice (1992) di Emidio Greco avvenuta l’8 gennaio e di Porte Aperte (1991) di Gianni Amelio il 15 gennaio. Quattro film ispirati da altrettanti romanzi di Sciascia che hanno messo in luce la fecondità e la conflittualità presenti nella sua opera letteraria e la loro capacità ad essere, nel bene e nel male, specchio critico e spietato delle contraddizioni dell’Italia di ieri e di oggi.