DAL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO «L'ITALIANO E' IL RAGIONARE» DIVENTA UN ORIGINALE KIT DIDATTICO

Giugno 06, 2025 3396
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Le opere di Leonardo Sciascia offrono una grande opportunità alle sfide della didattica moderna, grazie alla presenza di questioni notevoli che riguardano la vicenda umana, singola e collettiva, nella sua complessità. L’approccio critico originale dell’autore, che scava nei fatti reali e nelle microstorie per riportare alla luce tutta la contemporaneità possibile, consente un esercizio continuo e proficuo di allenamento alla vita per le studentesse e gli studenti. La sua natura di «narratore impuro», come amava definirsi, la contraddizione come modello argomentativo, il pensiero eretico, l’essenzialità della sua prosa e la solitudine visionaria rappresentano un serbatoio di potenzialità didattiche, che potrebbero realizzarsi sia nell’ambito di un curricolo verticale di educazione civica secondo le nuove linee guida del Ministero, sia in attività di didattica orientativa: anzi, proprio attraverso questi canali Sciascia potrebbe finalmente essere letto a scuola, in un tempo curriculare che appare sempre più compresso e ingorgato, e che costringe gli insegnanti a infelici esclusioni.

Leonardo Sciascia non è nominato esplicitamente nelle Indicazioni Nazionali della scuola secondaria di secondo grado, ma le cose potrebbero cambiare molto presto: è il motivo per cui l’Associazione Amici di Leonardo Sciascia, in collaborazione con Treccani, Gabinetto Vieusseux, Istituto di studi filosofici di Napoli, Università per stranieri di Perugia, Liceo Leonardo da Vinci di Terracina, MOD per la scuola, ha organizzato per tutto il 2025 il ciclo di lezioni rivolto ai docenti L’italiano è il ragionare, da cui il kit didattico ha origine. Le lezioni sciasciane sono state a loro volta la conseguenza di un’indagine condotta dal prof. Marcello D’Alessandra, per la Rivista internazionale di studi sciasciani «Todomodo», tra insigni studiosi di letteratura italiana e professori (alcuni dei quali autori anche di manuali scolastici) che hanno sottolineato l’importanza di leggere e conoscere Sciascia nella scuola di oggi e di domani. 

Il progetto, come abbiamo già avuto modo di dire, ha l’obiettivo di sollecitare l’attenzione dei docenti su un autore poliedrico, finora trascurato e etichettato quasi esclusivamente come mafiologo, che è stato anche un intellettuale di statura internazionale, e dunque interlocutore privilegiato, benché scomodo, della storia e della cultura novecentesche; ma soprattutto ha l’ambizione di fornire un reportorio antologico fruibile a più livelli, arricchito da proposte di attività didattiche in classe.

Il titolo del ciclo di lezioni merita una commento. C’è una questione della lingua in Leonardo Sciascia che attraversa tutta la sua produzione e che lega la lingua italiana, indissolubilmente, al motivo del ragionare: lo strumento conoscitivo e critico per eccellenza si manifesta per mezzo della competenza linguistica. Questa dinamica è generata da uno snodo determinante: la scuola. In Una storia semplice che è l’ultima sua opera (1989), proprio un insegnante, Carmelo Franzò, pronuncia la frase che è stata scelta come titolo del ciclo formativo («L’italiano non è l’italiano: è il ragionare, disse il professore. Con meno italiano lei sarebbe forse ancora più in alto»), chiudendo così un cerchio, che, sul rovello della lingua, si era aperto quando Sciascia era maestro elementare a Racalmuto (1949-1957). Come ha scritto Barbara Distefano nel suo bellissimo saggio Sciascia maestro di scuola, «quello della difficoltà della lingua è l’aspetto più indagato degli anni di insegnamento di Leonardo Sciascia». Il tema ritorna sempre, ed è centrale quanto quello della giustizia, poiché «nella scuola lo scrittore scorge, fino all’ultimo, l’unico baluardo rimasto in un mondo indecifrabile e smemorato.». 

In un incontro avvenuto a Pesaro nel 1980 tra Leonardo Sciascia e gli studenti delle scuole della città,  lo scrittore affermò che gli piaceva molto andare nelle scuole, entrare in contatto coi ragazzi e le ragazze, ascoltare le loro domande, anche subire le loro critiche, perché era per lui un modo di verificare quello che aveva realizzato come scrittore. In un altro incontro a Lipari nel 1983, Sciascia indica la scuola come il luogo cui spetta il compito di interagire con la realtà. Queste affermazioni contengono l’idea di una letteratura dal valore etico e militante, che ha la sua collocazione privilegiata nella didattica, dove addirittura il grande scrittore verifica la bontà della propria azione.

Il kit didattico sarà pubblicato sul sito www.amicisciascia.it nella sezione Scuola con un apposito link  a partire dal mese di novembre del 2025 (e che speriamo di arricchire anche nei prossimi anni attraverso altre edizioni de L’italiano è il ragionare) ed esplorerà proprio la dimensione civile ed orientativa della letteratura di Leonardo Sciascia fornendo agli insegnanti delle lezioni facilmente utilizzabili in classe, con diramazioni pluridisciplinari e un’inedita curvatura STEM su alcuni argomenti. Ci sta a cuore, infatti, non solo contribuire a formare ed educare alle competenze disciplinari e trasversali, ma incentivare il superamento della frattura tra le cosiddette due culture, perché, come affermò Leonardo Sciascia in un’intervista a Giuseppe Quatriglio nel 1975: «Esiste una sola cultura: ed è quella che ama l’uomo».

Roberta De Luca

Ultima modifica il Giovedì, 17 Luglio 2025 12:08