Il mio Recami

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È il 27 settembre 2018. Aula Magna del Liceo Leonardo da Vinci di Terracina, gremita come nelle grandi occasioni. Stiamo aspettando il prof. Erasmo Recami, fisico di fama internazionale, che ha accolto l’invito della nostra scuola e del Presidente degli Amici di Sciascia, Luigi Carassai, perché ci racconti il suo Majorana in questo ottantesimo anniversario della scomparsa dello scienziato. Gli studenti hanno realizzato dei lavori didattici sul testo di Leonardo Sciascia e aspettano di incontrare il professore che hanno conosciuto solo attraverso i libri e gli articoli di cui ci siamo serviti per il nostro Fascicolo Majorana.

Recami è partito da Bergamo, è arrivato in treno a Roma e ha noleggiato un’auto per arrivare da noi. È in ritardo. Si tratta pur sempre di una persona anziana, non ha voluto il taxi che gli avevamo proposto. Ha chiesto solo di fargli trovare una lavagna luminosa di quelle di una volta. Mi invia un vocale per dirmi che sta arrivando. Lo aspetto nel piazzale della scuola, lo vedrò per la prima volta, dopo aver avuto con lui un fitto scambio epistolare sulle questioni di cui parleremo stasera, per le quali mi ha messo a disposizione tantissimi documenti e anche il suo testo sul fisico scomparso. Eccolo, trafelato, dispiaciuto per il ritardo, senza neanche il tempo per una sosta in albergo a rinfrescarsi. Rimango colpita dai suoi modi gentili e un po’ goffi, dalla pacatezza e dall’umiltà che non ti aspetti in un uomo così importante. Quando comincia a parlare ai giovani che sono accorsi numerosi ad ascoltarlo, vengono fuori immediatamente la sua chiarezza e la sua autorevolezza. Mostra le carte sparse, anche se della lavagna che ha trovato qui non è molto contento; narra aneddoti curiosi. Abbiamo l’impressione di toccare la Storia.

Da quel giorno non ci siamo più rivisti, ma è rimasto un filo teso tra l’Italia e il Brasile, tra Dalmine e Itri, sul quale lui, più di me, ha tenuto vivo un dialogo affettuoso di amicizia sincera. Un racconto di aurore boreali e di fiori sbocciati in notturna, di documentari scientifici e file inediti, di difficoltà personali e di riconoscimenti internazionali. E poi gli audio WhatsApp, con la voce sottile che lasciava trasparire quell’entusiasmo quasi fanciullesco – per usare le parole del collega Maurizio Testa che lo affiancò come relatore quel giorno al Liceo – che metteva in tutte le cose. Lo sapeva che capivo poco di fisica, ma mi ha sempre trattata come un’interlocutrice alla pari, facendomi sentire a mio agio. Non mi ha fatto mai mancare una risposta e un saluto, che ora mi mancheranno per tutta la vita.

L’ultima sua mail è arrivata all’altezza della scorsa Assemblea della nostra Associazione, di cui è stato esimio Presidente e associato affezionato e fedele fino alla fine. Mi comunicava, ringraziandomi, che non era in grado di usare Zoom per seguire la diretta streaming.

Lui che si intendeva delle forme e dei misteri della Natura.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            Roberta De Luca

 

Fisico teorico e accademico italiano, Erasmo Recami nasce a Milano nel 1939, dove si laurea in Fisica nel 1964 presso  l'Università degli Studi di Milano. Docente e ricercatore, insegna nelle prestigiose università di Roma, Catania, Bergamo e Campinas e porta avanti i suoi studi tra il Texas, la Gran Bretagna, l’Ucraina, la Danimarca, la Polonia e la California. Spaziando tra fisica classica e nucleare, relatività e meccanica quantistica, Recami raggiunge una fama internazionale grazie soprattutto alla teoria dei tachioni e dei movimenti a velocità superluminali; si dedica  per tutta la vita alla storia della fisica-sua la famosa biografia di Ettore Majorana, del quale ha scoperto documenti inediti- divulgando il suo sapere su enciclopedie e riviste d'informazione scientifica e non, sia italiane che straniere. Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana su iniziativa del Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2019, dal 2004 al 2006 è stato Presidente dell’Associazione Amici di Leonardo Sciascia; si spegne improvvisamente il 14 luglio 2021 a Campinas. Tra gli studi più noti si possono menzionare Il caso Majorana: epistolario, documenti, testimonianze, Mondadori, Milano 1987; I tachioni, in Scienza & Tecnica 73. Annuario della EST, Edizioni scientifiche e tecniche Mondadori, Milano 1973; Classical tachions and possible applications, La Rivista del Nuovo Cimento 9, 1986.

Ultima modifica il Giovedì, 22 Luglio 2021 11:30