L'ultima lezione del ciclo L'italiano è il ragionare, in programma per il 5 novembre alle ore 17.30 su piattaforma Zoom*, è dedicata all'opera Il cavaliere e la morte («Ma ne aveva un amore che andava oltre la morte»). Dopo l'introduzione di Roberta De Luca, docente Liceo Fermi, Gaeta, gli interventi in programma di Giovanna Lombardo, docente Educandato Emanuela Setti Carraro Dalla Chiesa, Milano, Andrea Schembari, docente Università degli Studi di Catania, SDS di Ragusa e Giuseppe Traina, docente Università degli Studi di Catania, SDS di Ragusa, indagheranno tematiche care dell'universo sciasciano come il legame con la terra madre, l'esilio, le illusioni e il valore della memoria (locandina in allegato).
La partecipazione è certificata ai fini della formazione, è necessario accreditarsi entro il 3 novembre attraverso la seguente mail scuola@amicisciascia.it.
Il progetto, concepito dal Team Scuola dell’Associazione coordinato da Roberta De Luca, ha lo scopo di valorizzare l'opera e il pensiero di uno degli autori più significativi del Novecento europeo e poggia su una indagine condotta da Marcello D’Alessandra tra insigni studiosi, sulla rivista internazionale di studi sciasciani «Todomodo», che ha rivelato come Sciascia non possa più mancare nella formazione delle giovani generazioni. Le Lezioni, programmate per tutto il 2025 in diverse città italiane, intendono infatti diffondere una maggiore consapevolezza dell’autore, chiamando in causa anche i vertici istituzionali, poiché ancora oggi Sciascia non trova nei libri di testo, nelle programmazioni didattiche e nelle Indicazioni nazionali uno spazio pari a quello di altri autori.
L’iniziativa vede la collaborazione di enti di alto prestigio culturale e accademico: l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani di Roma, il Ministero Italiano della Cultura (MIC), il Ministero dell’Istruzione e del merito (MIM), l’Università per Stranieri di Perugia, il Gabinetto Scientifico-Letterario G. P. Vieusseux, la Società italiana per lo studio della modernità letteraria (MOD), il Liceo Leonardo da Vinci di Terracina e l’Istituto di Studi filosofici di Napoli.
* Link della lezione: https://urly.it/31cq40
A Roma, il prossimo 14 e 15 novembre, è in programma il "XVI Leonardo Sciascia Colloquium", che quest’anno ha come titolo: “La giustizia siede su un perenne stato di pericolo”. Leonardo Sciascia e la difesa di un’Europa unita nel diritto. La direzione scientifica è del prof. Davide Luglio, professore ordinario di letteratura italiana moderna e contemporanea presso la Sorbonne Université di Parigi.
È il rapporto dell’individuo con la giustizia e di questa con una unità – per cominciare europea – in cui si esplichi l’universale ragione del diritto, la grande questione attorno alla quale il Colloquium intende riunire, in particolare, letterati e giuristi, nella convinzione che l’opera dello scrittore siciliano offra importanti spunti per incrociare gli sguardi degli specialisti dell’una e dell’altra disciplina.
Il Colloquium, che gode del patrocinio della Sorbonne Université e dell'Ordine degli Avvocati di Roma – e che è stato organizzato in collaborazione, tra gli altri, con il Parlamento europeo – si terrà presso la sede di rappresentanza di quest’ultima istituzione: Europa Experience – David Sassoli, Piazza Venezia, 6, Roma.
L’inizio dei lavori è previsto per le ore 11 del 14 novembre; la conclusione alle 17:30 del 15 novembre.
La partecipazione è possibile, fino a esaurimento posti, previa iscrizione a questo link: https://sostieni.amicisciascia.it/civicrm/event/info/?reset=1&id=27
I lavori convegnistici avranno il privilegio di essere aperti dalla prolusione del prof. Natalino Irti, emerito di diritto civile presso l’Università La Sapienza di Roma e accademico dei Lincei. Parteciperanno: Marco Nicola Miletti (storico del diritto, Università di Foggia), Davide Luglio (italianista, Sorbonne Université), Andrea Agliozzo (italianista, Sorbonne Université), Lucia Risicato (processual-penalista, Università di Messina), Elena Maria Catalano (processual-penalista, Università dell’Insubria), Anna Sansa (penalista, Università di Genova), Filippo La Porta (scrittore, critico), Sergia Adamo (letteratura italiana, Università di Trieste), Eugenio Bruti Liberati (amministrativista, Università del Piemonte orientale), Francesco Gambino (civilista, Università di Macerata), Elena Grazioli (letteratura italiana, Università Statale di Milano), Loredana Garlati (storica del diritto, Università Bicocca di Milano), Bruno Pischedda (letteratura italiana, Università Statale di Milano), Mariarosa Bricchi (letteratura italiana, Università di Pavia), Gabrio Forti (penalista, Università Cattolica di Milano, Accademia dei Lincei).
Inoltre, prenderanno parte a una speciale conversazione sul «caso Italia», guidata da Gianfranco dell’Alba (già europarlamentare), Alessandro Barbano (giornalista), Giandomenico Caiazza (avvocato e già presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane), Francesca Scopelliti (già parlamentare), Valter Vecellio (giornalista, direttore responsabile della rivista Todo Modo).
In allegato è il programma.
Ci auguriamo di poter contare su un’ampia partecipazione degli associati al Colloquium, che costituise il momento culturale e sociale più rilevante della nostra attività annuale.
Per altre informazioni, è sempre possibile contattare la Segreteria all’indirizzo e-mail: segreteria@amicisciascia.it o all’indirizzo dedicato colloquia@amiciascia.it.
Il ciclo L'Italiano è il ragionare ha dedicato, il 20 ottobre a Firenze, una lezione all'opera Il Consiglio d'Egitto («Invece è la storia che riscatta l’uomo dalla menzogna, lo porta alla verità»), presso il Gabinetto Scientifico-Letterario G.P. Vieusseux, (Palazzo Strozzi, Sala Ferri).
La lezione, introdotta da Riccardo Nencini, ha affrontanto il rapporto tra storia e impostura, verità e menzogna, letteratura e storia attraverso gli interventi di Roberta De Luca, Docente Liceo Enrico Fermi di Gaeta, Tiziana Forzano, Docente Liceo Democrito di Roma e Paolo Squillacioti, Dirigente di Ricerca CNR Opera del Vocabolario Italiano.
Ascolta la registrazione della lezione: clicca qui!
Il progetto, concepito dal Team Scuola dell’Associazione coordinato da Roberta De Luca, ha lo scopo di valorizzare l'opera e il pensiero di uno degli autori più significativi del Novecento europeo e poggia su una indagine condotta da Marcello D’Alessandra tra insigni studiosi, sulla rivista internazionale di studi sciasciani «Todomodo», che ha rivelato come Sciascia non possa più mancare nella formazione delle giovani generazioni. Le Lezioni, programmate per tutto il 2025 in diverse città italiane, intendono infatti diffondere una maggiore consapevolezza dell’autore, chiamando in causa anche i vertici istituzionali, poiché ancora oggi Sciascia non trova nei libri di testo, nelle programmazioni didattiche e nelle Indicazioni nazionali uno spazio pari a quello di altri autori.
L’iniziativa vede la collaborazione di enti di alto prestigio culturale e accademico: l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani di Roma, il Ministero Italiano della Cultura (MIC), il Ministero dell’Istruzione e del merito (MIM), l’Università per Stranieri di Perugia, il Gabinetto Scientifico-Letterario G. P. Vieusseux, la Società italiana per lo studio della modernità letteraria (MOD), il Liceo Leonardo da Vinci di Terracina e l’Istituto di Studi filosofici di Napoli.
Il Progetto L'Italiano è il ragionare, concepito dal Team Scuola dell'Associazione Amici di Leonardo Sciascia è stato inserito nel palinsesto del Bookcity di Milano - rassegna di libri, incontri, presentazioni, letture ad alta voce ed eventi culturali che quest'anno cadrà tra il 10 e il 16 novembre 2025 - dietro iniziativa di Paola Manara in collaborazione con Roberta De Luca. L'incontro rivolto ai docenti avverrà presso la Biblioteca Calvairate (Piazza Martini 16, Milano), giovedì 13 novembre, alle ore 16. In questa occasione sarà presentato il kit didattico nato dalle quattro delle sei lezioni che quest'anno, a partire dal mese di febbraio e fino agli inizi di novembre, si stanno tenendo in scuole e prestigiose sedi culturali.
Durante l'incontro si indagheranno i temi cari all'autore con connessioni civiche, orientative e pluridisciplinari ( in particolare con le materie Stem) attraverso queste quattro opere dello scrittore:
- Una storia semplice, con cui si esploreranno i temi della ricerca della verità, della legalità e della lingua
- Porte aperte, con cui si rifletterà sul diritto , sulla responsabilità individuale e sulla pena di morte
- La scomparsa di Majorana, con cui si affronteranno temi dell'etica della scienza, della responsabilità dello scienziato e delle cosiddette "due culture"
- La strega e il capitano, che approfondirà i temi della giustizia, della violenza di genere, dell'importanza dell'educazione letteraria e della lettura
Dedicata all'opera La scomparsa di Majorana («Versi di Eliot o di Montale potrebbero aiutarci a definire il suo “spavento”»), la lezione in programma per il 25 settembre alle ore 11.30 presso l'Istituto italiano per gli studi filosofici (Napoli, via Monte di Dio 14) affronterà le tematiche dell'etica della scienza, della responsabilità dello scienziato e della necessità del superamento della frattura tra cultura umanistica e scientifica. Dopo i saluti istituzionali, la lezione sarà introdotta da Roberta De Luca, docente Liceo Fermi Gaeta e vedrà la partecipazione di Francesco Bonfanti, docente IISS Alessandro Greppi di Monticello Brianza, Valentina Fascia, docente Liceo classico Scuola militare “Nunziatella” di Napoli e Silvio Perrella, scrittore. La partecipazione in presenza sarà certificata ai fini della formazione ma la lezione sarà trasmessa anche in diretta sul Canale YouTube degli Amici di Leonardo Sciascia*, (locandina in allegato).
Il progetto, concepito dal Team Scuola dell’Associazione coordinato da Roberta De Luca, ha lo scopo di valorizzare l'opera e il pensiero di uno degli autori più significativi del Novecento europeo e poggia su una indagine condotta da Marcello D’Alessandra tra insigni studiosi, sulla rivista internazionale di studi sciasciani «Todomodo», che ha rivelato come Sciascia non possa più mancare nella formazione delle giovani generazioni. Le Lezioni, programmate per tutto il 2025 in diverse città italiane, intendono infatti diffondere una maggiore consapevolezza dell’autore, chiamando in causa anche i vertici istituzionali, poiché ancora oggi Sciascia non trova nei libri di testo, nelle programmazioni didattiche e nelle Indicazioni nazionali uno spazio pari a quello di altri autori.
L’iniziativa vede la collaborazione di enti di alto prestigio culturale e accademico: l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani di Roma, il Ministero Italiano della Cultura (MIC), il Ministero dell’Istruzione e del merito (MIM), l’Università per Stranieri di Perugia, il Gabinetto Scientifico-Letterario G. P. Vieusseux, la Società italiana per lo studio della modernità letteraria (MOD), il Liceo Leonardo da Vinci di Terracina e l’Istituto di Studi filosofici di Napoli.
Su questa pagina troverete tutti gli aggiornamenti riguardanti le prossime lezioni del Ciclo, il cui calendario è visibile già al seguente link:
*https://www.youtube.com/@amicisciascia/streams
La giustizia italiana si trova oggi di fronte a sfide complesse che richiedono una riflessione profonda sui suoi meccanismi e sulla sua capacità di essere veramente equa. Quando parliamo di giustizia, non ci riferiamo soltanto all'applicazione tecnica delle norme, ma a qualcosa di più ampio e fondamentale: la capacità del sistema giudiziario di essere umano, consapevole e rispettoso della dignità di ogni persona coinvolta nei procedimenti.
Il 30 giugno 2025, dalle 15:30 alle 18:00, la Sala conferenze del carcere di San Vittore a Milano ospiterà un evento di straordinaria rilevanza dedicato al "Progetto di Legge Sciascia-Tortora". Questa iniziativa, organizzata dall'Ordine degli Avvocati di Milano attraverso la Fondazione Forense, si propone di esplorare le possibilità di costruire "un'amministrazione della giustizia più umana e consapevole".
L'evento prende il nome da due figure simboliche della lotta per una giustizia più equa: Leonardo Sciascia, il grande scrittore siciliano che con la sua penna acuta seppe denunciare le storture del sistema, e Enzo Tortora, il conduttore televisivo che sulla propria pelle visse l'esperienza di un errore giudiziario che scosse profondamente l'opinione pubblica italiana. Il titolo scelto per l'incontro, "Conoscere per giudicare, vedere per condannare", racchiude in sé un principio fondamentale: solo attraverso una conoscenza approfondita e una visione completa dei fatti si può amministrare una giustizia davvero giusta.
La giornata vedrà la partecipazione di personalità di primo piano del panorama politico e giuridico italiano. Tra i saluti istituzionali sono previsti gli interventi di Ignazio La Russa, Presidente del Senato, e Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia. Le relazioni introduttive saranno tenute da figure chiave del mondo legale milanese, tra cui Antonino La Lumia, Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano, e Federico Papa, Presidente della Camera Penale di Milano. Particolare significato rivestiranno gli interventi di Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora, e Simona Viola dell'Associazione Amici di Leonardo Sciascia, che porteranno testimonianze dirette del lascito umano e intellettuale dei due protagonisti che danno nome al progetto di legge.
Il momento centrale dell'evento sarà rappresentato dalla tavola rotonda, coordinata da Guido Camera, Presidente di Italiastatodidiritto, che vedrà il confronto tra parlamentari di diversi schieramenti politici, tra cui Maria Elena Boschi, Benedetto Della Vedova, Giorgio Mulè, Lia Quartapelle e il senatore Sandro Sisler, insieme all'avvocato Claudia Eccher. Questo dibattito promette di essere un momento di confronto costruttivo su come rendere il sistema giudiziario più efficace e rispettoso dei diritti fondamentali.
La scelta della location non è casuale: tenere l'evento nella sala conferenze del carcere di San Vittore significa portare la discussione sulla giustizia direttamente in uno dei luoghi dove le sue conseguenze si manifestano più concretamente. È un modo per ricordare che dietro ogni procedimento giudiziario ci sono persone reali, con le loro storie e le loro fragilità.
Per gli avvocati che parteciperanno, l'evento rappresenta anche un'importante occasione di formazione continua, con l'attribuzione di 3 crediti formativi, di cui uno in materia obbligatoria. Tuttavia, l'invito si estende ben oltre la categoria professionale: questo è un momento di riflessione che riguarda tutti coloro che hanno a cuore il futuro della giustizia nel nostro Paese.
Vi invitiamo quindi a partecipare a questo importante momento di confronto e discussione. La partecipazione è gratuita, ma richiede iscrizione online attraverso la piattaforma Sfera. È un'occasione preziosa per contribuire al dibattito su come costruire una giustizia che sia non solo efficiente, ma anche profondamente umana. Perché, come ci insegnano le storie di Sciascia e Tortora, una società giusta si misura dalla qualità della sua giustizia, e questa qualità dipende dalla nostra capacità di vedere ogni persona nella sua integralità, di conoscere prima di giudicare, di comprendere prima di condannare.
Scarica qui la locandina dell'evento.
Dopotutto, è un mettere le proprie congetture a ben alto prezzo,
il volere, per esse, fare arrostire vivo un uomo.
(Montaigne, Essais)
Leonardo Sciascia è stato sicuramente uno degli scrittori più importanti della seconda metà del ‘900 italiano. L’opera di questo grande intellettuale è caratterizzata da una grande attenzione nei confronti del mondo della giustizia. Le idee di Sciascia sulla giustizia – permeate da uno spirito perfettamente illuminista, caratterizzato dal ricorso quasi stancante al dubbio e all’uso della ragione – sono diventate un importante esempio per generazioni intere di garantisti, per tutti coloro che – per usare la celebre descrizione sciasciana del capitano Bellodi ne Il giorno della civetta – intendono la legge come «uno strumento da usare con precauzione, con precisione, con sicurezza». Decisamente forti sono gli interventi di Sciascia sul caso giudiziario e di cronaca che aveva investito il suo amico Enzo Tortora, conduttore televisivo molto noto di Portobello, che era stato accusato di essere un camorrista nell’ambito di una maxi-indagine contro la NCO di Cutolo. Questo caso – anche per via della notorietà del personaggio di Tortora che conduceva un varietà di successo su Rai Due – si è rivelato essere uno dei più clamorosi errori giudiziari del secolo scorso, viziato in particolare dalle dichiarazioni mendaci rese da alcuni camorristi pentiti; inoltre è stato un esempio clamoroso di violazione della presunzione di innocenza, di mancanza di segretezza nelle indagini istruttorie ed è stato uno dei primi casi di cronaca nel nostro paese che ha dato vita ad un incredibile circo mediatico, foriero di distorsioni della realtà anche grottesche.
Se due grandi uomini del nostro Novecento come Sciascia e Tortora sognavano che la loro opera e il loro esempio potesse servire ai posteri per migliorare il sistema della giustizia nelle sue storture, forse le loro speranze sono state e sono rimaste veramente delle illusioni.
In quest’ultimo periodo è tornato alla ribalta della cronaca il delitto di Garlasco, il caso di omicidio avvenuto in provincia di Pavia il 13 agosto 2007, in cui perse la vita la giovane Chiara Poggi. Dell’omicidio di questa ragazza fu indagato sin da subito il fidanzato della vittima, Alberto Stasi, senza un movente e senza che fosse stata rinvenuta l’arma del delitto. Stasi venne assolto dall’accusa con rito abbreviato, sia in primo grado, nel 2009, che in secondo grado, nel 2011. Poteva essere finita ma mancava ancora un colpevole per l’omicidio di Chiara Poggi; e, come ci dice Leonardo Sciascia in un suo elzeviro ora raccolto in Nero su nero:
«Stranamente […] non c’è italiano o italiana il cui coniuge muoia in circostanze tragiche che sfugga al sospetto dell’assassinio eseguito o commissionato. E non solo al sospetto: spesso dal sospetto, attraverso un paziente incastro di indizi per lo più ambigui, che si possono anche leggere nel senso dell’innocenza, si passa all’incriminazione, al processo istruttorio, al processo dibattimentale. Una trafila che, se finisce con l’assoluzione, riconsegna alla società una persona distrutta; e se finisce con la condanna, non è impossibile consegni al carcere una persona innocente».
Queste parole – scritte da Sciascia circa quarant’anni fa e lette alla luce di questo caso di cronaca – mettono i brividi. Perché dopo ben due sentenze di assoluzione, e in un processo in cui è stato operato in tutta evidenza quel «paziente incastro di indizi» di cui parla lo scrittore siciliano, il 18 aprile 2013 la Corte di cassazione annullò le due precedenti sentenze e al processo d’appello di rinvio il 17 dicembre 2014 Stasi venne ritenuto colpevole e condannato, con una riduzione della pena, a sedici anni di reclusione. Questa sentenza verrà confermata – nonostante la richiesta di annullamento del procuratore – in via definitiva dalla Cassazione il 12 dicembre 2015.
Adesso, nel 2025, a quasi vent’anni dalla morte di Chiara e dopo che Alberto ha quasi esaurito la sua pena come assassino della sua fidanzata, il caso viene riaperto: abbiamo un nuovo mostro, un nuovo assassino, Andrea Sempio. Entrare nel merito di chi sia o meno il colpevole dell’omicidio di Chiara sarebbe fuori luogo. Serpeggia però un forte senso di rabbia nella società, perché, alla luce degli ultimi eventi, è ormai evidente che Stasi, anche se colpevole, è stato condannato non “al di là di ogni ragionevole dubbio”. Leonardo Sciascia aveva posto sotto la sua lente di ingrandimento queste cadute di tensione della classe giudicante e inquirente già nel secolo scorso: infatti, lo scrittore siciliano sembra essere quasi ossessionato da temi come l’esercizio della giustizia tramite il
dubbio, tramite la ragione, oppure dal fatto che la giustizia e le indagini debbano portare alla verità, e se non vi riescono non ne devono creare una alternativa, parziale, puramente indiziaria.
Il contesto è uno dei romanzi più famosi di Leonardo Sciascia ed è un libro in cui i temi della responsabilità del giudice e dell’errore giudiziario sono onnipresenti. L’opinione pubblica è molto scossa da alcuni pesanti fatti di cronaca che hanno come vittime giudici e sostituti procuratori. Dalla capitale viene inviato a indagare sui fatti delittuosi l’ispettore Rogas, uno dei migliori investigatori in circolazione. Una visione dogmatica e religiosa permea la concezione del diritto de Il contesto: una rappresentazione grottesca e deformata che vuole rendere la cecità di giudici e inquirenti di fronte a qualsiasi forma di verità e giustizia. In tutto il libro l’apparato, il corpo giudiziario – nella sua totalità, perché anche il mondo inquirente viene rappresentato in maniera negativa – si presenta come una feroce macchina che, in preda a una furia cieca, stritola tutti i cittadini, anche quelli che dovrebbe proteggere.
Rogas compie un viaggio sulle tracce della genesi dell’errore giudiziario. L’attenzione dello scrittore si focalizza sulla responsabilità dei procuratori e dei giudici che, tramite l’utilizzo della ragione e l’esercizio del dubbio, dovrebbero vagliare scrupolosamente gli atti. Il fatto che le vittime degli omicidi su cui indaga siano tutti giudici, fa presupporre a Rogas di aver abbastanza indizi «per lavorare sulla ipotesi di una vendetta che un uomo ingiustamente condannato si fosse votato a consumare sul suo accusatore, sui suoi giudici». Rogas si rende immediatamente conto che in gran parte dei processi celebrati da questi giudici «gli elementi che avrebbero potuto portare i giudici a dichiarare l’innocenza degli imputati, [...] prevalevano [...] su quelli di cui si erano serviti per motivare la colpevolezza, la condanna». Durante la ricerca dell’assassino Rogas si trova ad avere una conversazione interessante con uno degli innocenti condannati ingiustamente:
«Sì, ero innocente… Ma che vuol dire essere innocenti, quando si cade nell’ingranaggio? Niente vuol dire, glielo assicuro. […]
Ma non sono tutti innocenti – disse Rogas. – Dico: quelli che capitano nell’ingranaggio.
Per come va l’ingranaggio, potrebbero essere tutti innocenti».
E con queste parole voglio ricollegarmi alla cocente attualità. Alberto Stasi forse è finito nell’«ingranaggio» di cui parla Sciascia ne Il contesto, e solo adesso ne sta uscendo. Rimane comunque il dubbio, la paura, che gli stessi errori che forse sono stati commessi nei confronti di Stasi si commettano adesso nei confronti di Sempio, e che, per la foga di emendare un possibile errore giudiziario, se ne stia commettendo un altro. In conclusione possiamo dire che, in questo clima mediatico infuocato, l’opera di Leonardo Sciascia sul tema della giustizia può proporsi ancora oggi come un faro di civiltà che può illuminare la via ad una società che brancola nell’oscurità.
Marco Laudieri
Firenze 11 giugno 2025 Gabinetto Vieusseux, Palazzo Strozzi, ore 17:00
Dopo la presentazione in Parlamento del Progetto di Legge Sciascia-Tortora per una giustizia (più) umana e consapevole, prendono il via da Firenze il prossimo 11 giugno al Gabinetto Vieusseux una serie di iniziative promosse dell'Associazione degli Amici di Leonardo Sciascia a sostegno dell'iter parlamentare.
Gli autorevoli relatori interverranno per spiegare i motivi della loro adesione, in rappresentanza delle associazioni promotrici o come singoli esponenti della società civile.
Il Progetto di legge Sciascia-Tortora riguarda i futuri magistrati e si compone di due articoli: il primo riguarda un percorso di formazione che comprenda lo studio di testi dedicati al ruolo della giustizia e del diritto penitenziario come strumento di garanzia dei diritti e delle libertà. Il secondo punto prevede un tirocinio di 15 giorni in carcere, al fine di comprendere meglio le condizioni delle carceri italiane e riflettere sull'impatto delle loro decisioni future. Come ricorda il titolo dell'evento: conoscere per giudicare, vedere per condannare.
L'evento si terrà al Gabinetto Vieusseux, Sala Ferri, Palazzo Strozzi, in piazza Strozzi con orario 17:00-19:00. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Parteciperanno:
Riccardo Nencini, Presidente Gabinetto G.P. Vieusseux
Simona Viola, Presidente Amici di Leonardo Sciascia
Marcello Bortolato, Presidente Tribunale di Sorveglianza di Firenze
Benedetto Della Vedova, Deputato +Europa,
Filippo Donati, Ordinario diritto costituzionale, Università degli Studi di Firenze, ITALIASTATODIDIRITTO
Fausto Giunta, Ordinario diritto penale Università degli Studi di Firenze
Emilio Santoro, L’altro diritto - Adir, Università degli Studi di Firenze
Francesca Scopelliti, Presidente Fondazione Internazionale per la Giustizia Enzo Tortora
Lorenzo Zilletti, Amici di Leonardo Sciascia, Firenze
Scarica la locandina dell'evento
Le opere di Leonardo Sciascia offrono una grande opportunità alle sfide della didattica moderna, grazie alla presenza di questioni notevoli che riguardano la vicenda umana, singola e collettiva, nella sua complessità. L’approccio critico originale dell’autore, che scava nei fatti reali e nelle microstorie per riportare alla luce tutta la contemporaneità possibile, consente un esercizio continuo e proficuo di allenamento alla vita per le studentesse e gli studenti. La sua natura di «narratore impuro», come amava definirsi, la contraddizione come modello argomentativo, il pensiero eretico, l’essenzialità della sua prosa e la solitudine visionaria rappresentano un serbatoio di potenzialità didattiche, che potrebbero realizzarsi sia nell’ambito di un curricolo verticale di educazione civica secondo le nuove linee guida del Ministero, sia in attività di didattica orientativa: anzi, proprio attraverso questi canali Sciascia potrebbe finalmente essere letto a scuola, in un tempo curriculare che appare sempre più compresso e ingorgato, e che costringe gli insegnanti a infelici esclusioni.
Leonardo Sciascia non è nominato esplicitamente nelle Indicazioni Nazionali della scuola secondaria di secondo grado, ma le cose potrebbero cambiare molto presto: è il motivo per cui l’Associazione Amici di Leonardo Sciascia, in collaborazione con Treccani, Gabinetto Vieusseux, Istituto di studi filosofici di Napoli, Università per stranieri di Perugia, Liceo Leonardo da Vinci di Terracina, MOD per la scuola, ha organizzato per tutto il 2025 il ciclo di lezioni rivolto ai docenti L’italiano è il ragionare, da cui il kit didattico ha origine. Le lezioni sciasciane sono state a loro volta la conseguenza di un’indagine condotta dal prof. Marcello D’Alessandra, per la Rivista internazionale di studi sciasciani «Todomodo», tra insigni studiosi di letteratura italiana e professori (alcuni dei quali autori anche di manuali scolastici) che hanno sottolineato l’importanza di leggere e conoscere Sciascia nella scuola di oggi e di domani.
Il progetto, come abbiamo già avuto modo di dire, ha l’obiettivo di sollecitare l’attenzione dei docenti su un autore poliedrico, finora trascurato e etichettato quasi esclusivamente come mafiologo, che è stato anche un intellettuale di statura internazionale, e dunque interlocutore privilegiato, benché scomodo, della storia e della cultura novecentesche; ma soprattutto ha l’ambizione di fornire un reportorio antologico fruibile a più livelli, arricchito da proposte di attività didattiche in classe.
Il titolo del ciclo di lezioni merita una commento. C’è una questione della lingua in Leonardo Sciascia che attraversa tutta la sua produzione e che lega la lingua italiana, indissolubilmente, al motivo del ragionare: lo strumento conoscitivo e critico per eccellenza si manifesta per mezzo della competenza linguistica. Questa dinamica è generata da uno snodo determinante: la scuola. In Una storia semplice che è l’ultima sua opera (1989), proprio un insegnante, Carmelo Franzò, pronuncia la frase che è stata scelta come titolo del ciclo formativo («L’italiano non è l’italiano: è il ragionare, disse il professore. Con meno italiano lei sarebbe forse ancora più in alto»), chiudendo così un cerchio, che, sul rovello della lingua, si era aperto quando Sciascia era maestro elementare a Racalmuto (1949-1957). Come ha scritto Barbara Distefano nel suo bellissimo saggio Sciascia maestro di scuola, «quello della difficoltà della lingua è l’aspetto più indagato degli anni di insegnamento di Leonardo Sciascia». Il tema ritorna sempre, ed è centrale quanto quello della giustizia, poiché «nella scuola lo scrittore scorge, fino all’ultimo, l’unico baluardo rimasto in un mondo indecifrabile e smemorato.».
In un incontro avvenuto a Pesaro nel 1980 tra Leonardo Sciascia e gli studenti delle scuole della città, lo scrittore affermò che gli piaceva molto andare nelle scuole, entrare in contatto coi ragazzi e le ragazze, ascoltare le loro domande, anche subire le loro critiche, perché era per lui un modo di verificare quello che aveva realizzato come scrittore. In un altro incontro a Lipari nel 1983, Sciascia indica la scuola come il luogo cui spetta il compito di interagire con la realtà. Queste affermazioni contengono l’idea di una letteratura dal valore etico e militante, che ha la sua collocazione privilegiata nella didattica, dove addirittura il grande scrittore verifica la bontà della propria azione.
Il kit didattico sarà pubblicato sul sito www.amicisciascia.it nella sezione Scuola con un apposito link a partire dal mese di novembre del 2025 (e che speriamo di arricchire anche nei prossimi anni attraverso altre edizioni de L’italiano è il ragionare) ed esplorerà proprio la dimensione civile ed orientativa della letteratura di Leonardo Sciascia fornendo agli insegnanti delle lezioni facilmente utilizzabili in classe, con diramazioni pluridisciplinari e un’inedita curvatura STEM su alcuni argomenti. Ci sta a cuore, infatti, non solo contribuire a formare ed educare alle competenze disciplinari e trasversali, ma incentivare il superamento della frattura tra le cosiddette due culture, perché, come affermò Leonardo Sciascia in un’intervista a Giuseppe Quatriglio nel 1975: «Esiste una sola cultura: ed è quella che ama l’uomo».
Roberta De Luca
Il 15 e 16 maggio 2025, a Edimburgo, si terrà un importante convegno internazionale dedicato alla figura e all’eredità intellettuale di Leonardo Sciascia: «Sciascia Today». Il convegno è promosso dall’Associazione Amici di Leonardo Sciascia, in collaborazione con numerosi atenei e istituzioni culturali, tra cui la University of Edinburgh e l’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo.
Due giornate dense di riflessioni, letture critiche e dialoghi attorno all’opera dello scrittore siciliano, che vedranno la partecipazione di vari studiosi da atenei italiani e internazionali, da Cambridge a Toronto, da Oxford a Lubiana, da Venezia a Malaga. Il convegno è un’occasione per esplorare – attraverso molteplici prospettive disciplinari – la modernità, il pensiero e l’influenza di Leonardo Sciascia, promuovendone la conoscenza e l’approfondimento nel mondo anglosassone.
Il programma include inoltre una proiezione del documentario «Sciascia, la letteratura contro il potere» (RAI Teche, 2021), momenti di convivialità, e una conversazione finale tra Joseph Farrell e Simona Viola (rispettivamente, vice-Presidente e Presidente della nostra Associazione) sulla proposta di legge Sciascia-Tortora.
L’evento si svolgerà in due sedi prestigiose: giovedì 15 maggio presso la University of Edinburgh (50 George Square – Project Room) e venerdì 16 maggio presso l’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo (20-22 East London Street). Il programma è in allegato (link per scaricare).
Per ulteriori informazioni, è possibile scrivere a segreteria@amicisciascia.it.

